Title-Left Non riesco più a tacere. Title-Right

Scritto da: phlo


Mi ero promessa di non scrivere nulla riguardante i fatti di Verona. Ho pensato che forse era inutile, in fondo il mio blog è un po’ stupido, di quelli dove non ti aspetti di trovare robe su politica, società, riflessioni, eccetera, ma solo stronzate, o comunque problemi, avventure e sventure della sottoscritta. Un diario insomma. Ma non ce la faccio più. Non reggo tutta questa rabbia che mi sta crescendo dentro. Rabbia nei confronti di Dalle Donne. Non lo chiamo nemmeno per nome perchè io lo conoscevo solo per cognome, quella volta che durante una conferenza in cui io ero moderatrice al nostro liceo si è permesso di intervenire in un modo quantomeno fuori luogo. C’era Cristina Caprioli quel giorno, era stata invitata da noi a parlare di suo fratello Davide, all’epoca ventenne, morto nella strage di Bologna. Me la ricordo ancora, era molto commossa, nessuno aveva il coraggio di fiatare, era una donna che si è sempre battuta per ricordare suo fratello, per non farlo dimenticare, per raccontare la sua esperienza e quella di Davide. Una persona splendida Cristina, che ancora oggi dopo un anno e mezzo dalla conferenza si ricorda di me, e mi tiene al corrente di tutto quello che sta facendo via mail o via sms, e provo un grande affetto per lei.
Insomma, quando questo ragazzino (io ero all’ultimo anno, lui al terzo, mi pare di ricordare), si alza e interviene sostenendo l’assoluta innocenza di Ciavardini (si stava parlando di lui in quanto in quei giorni indagato per essere uno degli autori della strage), argomentando con un “sì, lo so che ha ucciso dieci persone, ma non sarebbe stato capace di ucciderne quaranta in una volta”, io ho provato una grande rabbia.

La stessa rabbia l’ho provata quando, un giorno qualsiasi a Treviso, apro il sito di Repubblica e leggo che uno di quelli ad aver picchiato selvaggiamente Nicola Tommasoli fino a farlo morire (lo si sarebbe saputo purtroppo qualche giorno dopo) era un neofascista diciottenne. E ho subito, istintivamente, pensato a lui. La conferma l’ho avuta poche ore dopo da un sms arrivatomi.

E ho avuto ancora rabbia, una forte rabbia, quando, per colpa di cinque idioti, ora Verona viene vista come la città più fascista d’Italia, dove tutti tacciono e vanno avanti, dove tutti odiano i negri i froci i rom e chissà che altro. Per carità, non me la sento di giustificare tutti, in quanto è altresì vero che Tosi, il sindaco leghista dai modi di fare…indefinibili, è stato eletto dal sessanta percento dei Veronesi. Un sindaco che ha sfilato con Forza Nuova e con Fronte Veneto Skinheads, per dire.

Ma io non sono così. Io amo Verona, è la città che da quando ho cognizione di causa mi ha adottata, una città che adora, non una bomboniera come è stata definita dalla stampa inglese ma un piccolo scrigno dove si respira arte, storia. Mi piace molto Verona. Come mi piace quel quaranta per cento di persone che come me, non hanno paura del diverso, ma sanno che significa ricchezza, sanno che significa apertura mentale. E queste persone, questi ragazzi in particolare, li ho rivisti l’altro ieri sera ad Annozero. Avrei davvero voluto esserci, ma ovviamente non si poteva in quanto io non sono più una liceale (per pochi mesi, non tiriamocela). Ma c’erano tanti altri amici, ex compagni di scuola, che hanno parlato al mio posto, che hanno fatto capire qual è la nostra opinione a riguardo. Per questo motivo ringrazio pubblicamente la piccola grande Giulia Tombari, che ha esattamente detto quello che avrei detto io. E’ una donna, pur avendo un visino dolce e malinconico da attrice francese impegnata è matura e adulta, pur avendo sedici anni. E’ semplicemente fantastica. Io mi riconosco in lei da sempre, dalla prima volta che l’ho vista. L’ho sempre stimata, lei lo sa, e io ho sempre sperato che la stima fosse reciproca. Negli anni di rappresentanza insieme ci siamo fatte valere e siamo diventate ottime amiche. Nessuna delle due aveva paura di parlare, e dire cose che forse sarebbero risultate “scomode”, ma era quello che pensavamo. E sebbene tutte le incazzature, le assemblee, le candidature, le riunioni, i giorni di casino durante le assemblee che abbiamo passato insieme, la cosa che mi ricordo di più di lei in assoluto è quella volta, negli scantinati del liceo, lei piccola che piangeva tra le mie braccia. Credo sia stato uno dei momenti più teneri che io abbia mai vissuto in vent’anni, forse a lei questo non l’ho mai detto. Giuli, ti vedo poco, ma sappi che molto spesso spero di trovare te e Cate giù alle macchinette in università, anche solo per dire tre stronzate o per cazzeggiare.

Dopo questa smelensissima parentesi, torno a ripetere quello che ho già detto.
Provo rabbia profonda per chi infanga non solamente la mia città, ma la mia generazione. Gli adolescenti di oggi non sono tutti come quelli visti ad Annozero, cazzo. Non posso crederlo. Ci sono, lo so, e forse sono la maggioranza. Ma non sono tutti così, per fortuna. Non si disfano in discoteca fino alla mattina dopo (e con questo non condanno le discoteche, sia ben chiaro, a chi piace ballare o a chi piace quella musica è un posto fantastico, ma è l’ambiente che con gli anni si è creato che odio), che provano ogni droga possibile e immaginabile fino a non capire più nulla, che fanno dell’aspetto fisico, dell’abbronzatura, della depilazione le loro priorità, che né studiano né lavorano. Mi fanno schifo. E questo non è un atteggiamento puritano, in quanto anch’io le mie canne me le sono fatte, mi depilo, faccio ginnastica e curo il mio corpo. Ma ho un minimo di dignità, ho dei sogni, ho delle aspirazioni, cosa che non riesco a vedere in quella gente lì.

Non capisco come si possa essere arrivati fino a questo punto.


Title-Left Indigestione di Almodòvar Title-Right

Scritto da: phlo


Per una volta tanto fare delle relazioni in spagnolo per la lezione di lettorato serve a qualcosa. Abbiamo guardato a lezione l’ultimo capolavoro di Almodòvar, Volver, poiché si parlava della Movida Madrileña e di quest’ultimo come uno dei maggiori rappresentanti di quel periodo. Volver l’avevo già visto due volte in italiano e due in spagnolo, ma è sempre bellissimo, un film sublime. Tra l’altro l’unico film dove Penèlope Cruz mi piace, è una stupenda Anna Magnani moderna e spagnolizzata, un’interpretazione secondo me fantastica.

Questo mi ha fatto venire in mente che ho sempre voluto vedere molti film di questo regista e non ne ho mai, per un motivo o per l’altro, avuto l’occasione. Stavolta però non ho esitato e ho guardato Todo Sobre mi Madre, La mala educaciòn, Parla con me (che poi avevo già visto ma ne vale sempre la pena). Insomma, credo di aver trovato il mio cineasta preferito. Adoro i suoi film. Ogni volta che ne finisce uno rimango fissa allo schermo sperando che continui. E ho il grande sogno di diventare un giorno una chica-almodòvar (si chiamano così le sue attrici favorite, in Spagna il ruolo è di prestigio, come una sorta di Bond-girl, per intenderci). Non so come, in realtà, dato che non ho in programma di fare provini per il cinema, ma magari passerà nei pressi di casa mia, mi vedrà, e si renderà conto che sono perfetta per la parte dell’autistica in coma che non si muove e non parla durante tutto il film.

Il mio film preferito resta comunque Les rivières pourpres. Non so nemmeno bene perchè. Ma amo quel film. Più lo guardo meno capisco la trama. I paesaggi di Chamonix mi turbano. In realtà anche Vincent Cassel mi turba. E di molto, anche. Ma sarebbe limitante vederla come unica spiegazione possibile, non credete?


Title-Left Quando, all’improvviso, ti prende lo sconforto Title-Right

Scritto da: phlo


Senza un motivo preciso, in realtà, oggi ho avuto una giornata decisamente “no”.

Mi sono svegliata alle nove, ma non mi sono alzata dal letto. Sapete quando vorreste chiudere gli occhi e sperare che si passi direttamente al giorno dopo? Ecco, mi sono sentita praticamente così. Ho avuto un momento di sconforto forte (perdonatemi la ridondanza), e ho deciso di stare a letto. Mi sono alzata solo alle quattro di pomeriggio, e solo perché altrimenti avrei fatto preoccupare mia madre pensando che mi avesse punto la mosca tsé-tsé (che nome buffo, per un insetto così maledetto).

Ero triste, demotivata, mi sentivo il mondo sulle spalle, senza che il mondo lo sapesse, ovviamente, perchè che io stia male o sia felice “anyway the wind blows”… Poi grazie a mami, ai suoi abbracci e alle sue fette di pane con dulce de leche mi sono un po’ sollevata. Mi sono fatta una doccia, e diciamo che questa patina grigia un po’ è andata via.

Ma credevo di non dover sentirmi più così. In fondo la terapia sta andando abbastanza bene, sto vivendo serenamente giorno per giorno senza preoccuparmi troppo e senza troppe ansie. Ma evidentemente il percorso è lungo, soprattutto per me che sono sempre stata una persona debole, che gioca a fare la frivola così la gente pensa che non mi importi nulla di ciò che mi circonda.
Ma ne uscirò, anche perché poi mi sento in colpa ad aver sprecato una giornata. Avrei potuto fare mille cose, e invece ho fatto di tutto per non pensare e per annullarmi.

Ma capita anche a voi ogni tanto o sono proprio un caso umano?!


Title-Left Parma: Un 25 aprile libero ed elegante Title-Right

Scritto da: phlo


Lo so, ormai siamo al… 27, 28? Spetta che guardo il calendario…ecco, 28, però ci tenevo a raccontarvi la mia meravigliosa giornatina festiva in quel di Parma. Come molti di voi sapranno era lo stesso giorno del V2Day, e sinceramente, fossi rimasta a Verona, avrei firmato la petizione, perché anch’io condivido le tre tesi di Lutero/Grillo. Però il richiamo del concerto degli Elio e le Storie Tese, oltre al fatto che era aggratis e ci sarei andata in macchina col Fedoro, mi allettava un pochino di più.

Allora niente, verso mezzogiorno si parte, dopo circa un’ora per trovare (invano) un parcheggio che non fosse a pagamento, arriviamo in Piazza Garibaldi, location del concertino. Non sto ad annoiarvi coi particolari tra l’arrivo a Parma e l’inizio del concerto, ma ve ne citerò gli ingredienti: paninazzo crudodiparmaparmigianoreggianorucola, immancabile Cocacola, caldo impressionante, tante fave amiche, cazzeggio, dimostrazioni in piazza di capoeira fatte dalla sottoscritta, un bambino in bici che ho gentilmente scacciato dalla prima fila perché stava occupando il MIO posto, e poi che altro? mmm… beh, mi ha fatto piacerissimo rivedere gli Elii, era davvero tanto che non li vedevo… però come al solito quando li vedo mi viene l’attacco di timidezza galoppante (strano per una come me che la parola timidezza l’ha dimenticata da tempo) e non riesco ad andare là spavalda a salutarli. E’ per questo che ho molto apprezzato l’arrivo di un Rocco Tanica che gentilmente è venuto a salutarmi, forse avrà capito a furia di vedermi ai concerti che sono un caso umano… chi può dirlo. Comunque ho apprezzato.

Come del resto ho apprezzato il concerto, credo di non sbagliarmi se dico che, tecnicamente parlando, è stato il miglior concerto degli Elii a cui abbia mai assistito. Oltre alla formazione “standard”, infatti, si sono aggregati per questo tour di promozione del nuovo album sassofonista, trombettista (di cui non ricordo il nome, maledetta me, ma il primo è diventato il nuovo amore di Klapac, invece a me faceva piangere perché mi sono tornate in mente le mie giornate di primavera a suonare il sax in cameretta… ma perché mai ho smesso, dico io) e la fantastica Paola Folli, vecchia conoscenza degli Elii in quanto presente in molte canzoni nella veste di corista, ma questa volta come interprete principale insieme a Elio. E’ stato fantastico, perché la scaletta di questo tour grazie a lei era composta di tutte le canzoni “a duetto” che preferisco, in quanto sono le migliori per me da riproporre cantando (il tono di Elione è maledettamente troppo basso in certi punti, per me). E lei, non so come se n’è accorta: ero piazzata in prima fila proprio davanti a lei, e mi sembrava che sorridesse e facesse pollice in su rivolta a me… ma poi ho detto: finiamola con la paranoia, e mi sono gustata il resto del concerto. Non fosse che dopo al backstage lei stessa mi ha riconosciuto come “quella sotto di me che sapeva perfettamente tutte le canzoni”. E mi sono praticamente sciolta. E’ stato davvero un bel momento, e lei davvero gentile. In generale, concerto assolutamente elegante, se mi consentite il termine :))

Ma soprattutto al backstage, signore e signori, ho avuto la possibilità di conoscere e fare una foto con lui, il solo, l’unico, l’inimitabile Maccio Capatonda! Le prove appena più sotto.

Ah, tra l’altro in quella foto c’è chi mi scambia per Raffaella Carrà, chi per Sabrina Vita da Strega. Mai nessuno che mi dica, chessò, Sharon Stone, Angelina Jolie… vabbè. Ad ogni modo, grazie Elii, come sempre, grazie Fave, grazie Fedoro & family, mi sono divertita. Ah, e fatalità prima del concerto abbiamo trovato il banchetto di Beppe Grillo e sono riuscita a firmare comunque :victory:

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(thanks a lot to Groomo for the pic)


Title-Left Ma dov’è?! Dov’è??? Title-Right

Scritto da: phlo


Ma perché ho poca memoria?! Me misera, me tapina…

Inscatolando tutto per il trasloco imminente, mi sono accorta di un avvenimento terribile.
Tempo fa (non chiedetemi quando perché non me lo ricordo, presumibilmente al liceo), in un impeto di diffusione della cultura eliica al mondo, ho prestato a una persona x il mio preziosissimo cofanetto con TUTTI i dischi di Elio e le Storie Tese, la maggior parte originali e che ora non si trovano facilmente in commercio. Per non parlare di Fave Strapazzate, un cimelio che possiedono solo i vecchi iscritti al Fave Club… e poi quel cofanetto ha un valore affettivo enorme, tutto handmade con adesivi minorenni eccetera!

Insomma, sono incazzata come una iena. Con me stessa perché sono cretina e non mi ricordo a chi presto la roba, e con quella persona che per ANNI si è tenuto il cofanetto e mi ha fatto dimenticare di lui/lei!

Scusate lo sfogo… Approposito di Elii, comunque, vi segnalo la mia presenza a Parma domani, al concerto aggratis dei medesimi. Mi hanno detto essere fantastico, quindi le aspettative sono alte. E poi vedrò un sacco di fave amicicce, il che mi fa ancora più piacere!


Title-Left Bloody Hobby - Capoeira é um esporte sangrento Title-Right

Scritto da: phlo


Contro ogni possibile aspettativa, Capoeira mi sta piacendo tantissimo. Da perfetta incapace quale sono dopo qualche lezione riesco a fare le verticali a muro, le ruote (quasi, perché molte volte cado rovinosamente), e, udite udite, dopo la quinta lezione non ho più quel dolore atroce a ogni singolo muscolo del corpo ma anzi, devo dire che dopo la lezione di ieri, due ore di esercizi faticosissimi, non mi fa male praticamente nulla, solo i muscoli delle chiappe, ma questo è un bene perché significa che si stanno tonificando (o almeno mi piace pensare così).

Però come ogni lotta che si rispetti ti fai del male. O almeno non ne esci sempre fresco come una rosa. Diciamo che mentre stavo facendo un esercizio in cui dovevo fare angolo retto con le gambe al muro (il muro delle palestre è notoriamente ruvidissimo e scivoloso, sempre) mi sono grattata un pochino l’alluce, ma lì per lì non me n’ero nemmeno accorta.
Allora cominciamo una serie di ruote con rollé, mea lua e altre robe che non vi sto a dire anche perché rischio di cominciare ad amare il portoghese brasiliano, e facendo il giro di ritorno noto delle macchie di sangue a distanza regolare. “Che schifo, chi è quello sfigato che si è fatto male?” ho pensato. Poi vedo che appena alzo il piede sinistro un alone salta agli occhi. Sì, la sfigata ero io. Mi si era tirata su la pelle e stavo cospargendo la palestra del mio plasma e delle mie piastrine.

Allora domando a bassa voce al mestre (non quello della barriera di, ma il maestro di capoeira) se avesse un cerotto che altrimenti avrei continuato a insanguinare il mondo. Lui capisce il mio imbarazzo, e con fare discreto da un lato all’altro della palestra: “QUALCUNO HA UN CEROTTO PER LEI CHE SI E’ DISTRUTTA UN PIEDE?!”, indicandomi vistosamente con l’indice. Forse perché non me l’hanno dato per spregio, forse perché non ce l’avevano veramente, fatto sta che mi sono medicata alla benemeglio con un fazzoletto e dello scotch. Mi sentivo una vera dura, un’atleta che stoicamente sopporta i rischi del mestiere! :adore: Poi ho pensato che in effetti tra quelle nuove io ero sul serio l’unica sfigata ad essersi sfregiata un alluce, perciò sono subito scesa dal piedistallo, dannazione.

Oggi mi sono tagliata i capelli. Di tanto così. Mai avuto i capelli così corti in vita mia. Mi sento praticamente nuda! ma mi piaccio abbastanza, e poi sinceramente dopo che una compagna di corso che sta nel banco dietro al tuo ti tocca la spalla e ti dice: “Guarda, ti ho trovato una QUINTUPLA PUNTA!” andava bene qualsiasi taglio. Per ora mi piaccio, speriamo domani mattina di non svegliarmi e avere un coccolone. In fondo ricrescono… (forse).

Ah, mi manca Fede da morire, e sono due giorni che non lo vedo. La situazione è grave.
Ah, oggi ho mangiato due mozzarelle in carrozza che più buone non si può. Più carrozza che mozzarella perchè di quest’ultima dentro ce n’era poco, ma erano buonissime lo stesso! Ci tenevo a dirlo, la mozzarella in carrozza è per le persone dalla mentalità vincente.


Title-Left (Da oggi) Piove, governo ladro Title-Right

Scritto da: phlo


Non so se mi fa più schifo chi ha votato Berlusconi o chi ha votato per la Lega. Anzi, vi dirò, mi spiace per quelli che hanno votato Berlusconi perché le opzioni sono due, o non sono intelligenti o non sono onesti (parafrasando la storiella della creazione degli italiani che gira da un po’ sul web). E invece per quanto riguarda la Lega ho paura. La cosa mi spaventa, ve lo assicuro, e ve lo dice una che fa la spola tra Verona e Treviso, le città più leghiste d’Italia.

Trovo inverosimile quel 3 scarso percento di Bertinotti, io ho votato senza remore Sinistra Arcobaleno e la cosa francamente mi ha colpito, soprattutto per il fatto che darà dimissioni. E’ da sempre il mio politico preferito, al di là delle idee l’ho sempre trovato chiaro e diretto nel modo di parlare e di esporre le proprie idee. Sono invece contenta per l’Italia dei Valori, che ha raggiunto una buona posizione.

Sono delusa dagli Italiani. Profondamente delusa. Facciamo ridere i polli, gente. I polli. Emmeno male che Silvio c’è, eh, altrimenti come faremmo a diventare lo zimbello d’Europa senza di lui.


Title-Left Dovere di Vera Cittadina Italiana: Compiuto! Title-Right

Scritto da: phlo


E per la prima volta nella mia vita ho votato, che emozione! Mi ha fatto soprattutto molto ridere quando la scrutatrice mi guarda e fa: “Florencia Di Stefano… ha votato!” E io: woo-hoo! Ovviamente mio padre mi ha guardato con espressione compassionevole ma orgoglioso di avere finalmente una figlia che può esprimere il proprio credo politico! Ok, la smetto. Insomma, ho votato, è stato breve ma intenso, da rifare. E, come dice il mio papi, “Phlo, stavolta hai votato con il cuore e non con il cervello”. In effetti ha ragione, ma almeno la prima volta, che diamine, fatemi esprimere liberamente, senza compromessi, senza se e senza ma! (mi ricorda qualcosa…) Stasera i risultati… sinceramente non sono molto ottimista a riguardo, mi auguro solo di non dover sentire “Meno male che Silvio c’è” fino allo sfinimento… vi prego gente, siete ancora in tempo, se se ne rendono conto perfino il Times, Le Monde, El Paìs, il Washington Post che Berlusconi non s’ha da votà perché non ce ne accorgiamo pure noi italioti? Bah…

Ah, avviso per chi fosse in possesso del mio numero di cellulare: poiché il medesimo mi è stato rubato in treno settimana scorsa (fulmini e saette su chi ha messo le mani sul mio Kitty-phone) ho rifatto la scheda, ma ho perso tutti i numeri, perciò se potete/avete voglia mandatemi un sms dicendo chi siete così posso risalvarvi in rubrica. Fine del messaggio promozional-telefonico.

Questa settimana si preannuncia all’insegna del sonno. Staremo a vedere. Comunque lo scorso sabato ho avuto un nuovo tète-à-tète con la dottoressa che mi segue, e sta notando miglioramenti. E io stessa me ne rendo conto, sono più tranquilla, gli attacchi di panico si fanno via via meno frequenti, e riesco a vivere tutto sommato serenamente (che parolone… chi vive serenamente al giorno d’oggi?)

Vi auguro buona settimana. E incrocio le dita per stasera. Mi va bene pure la Santanché piuttosto che quello là, e vi ho detto tutto.


Title-Left L’ultima trovata della sottoscritta: la Capoeira Title-Right

Scritto da: phlo


Come qualcuno ha già spoilerato tra i commenti dello scorso post, maledetta Giuli!, vi dico velocemente in che impresa titanica mi sono imbattuta stavolta. Ho deciso che dovevo fare un qualche sport, insomma non è normale che a diciannove anni io senta di avere il fisico di una novantenne, perciò ho cercato qualcosa da fare, possibilmente qui a Treviso durante la settimana, che durante il weekend ho ben altre cose a cui pensare!

E niente, mi è stato detto di un corso di Capoeira, e mi ci sono fiondata. Mi è sempre piaciuta questa lotta-danza. E ora che ho fatto la prima settimana in cui non solo abbiamo fatto esercizio, ma ci hanno pure insegnato a suonare gli strumenti tipici brasiliani per l’occasione, il pandeiro, il birimbao eccetera, mi sono trovata più che bene. Ok, mi sento impeditissima in quanto non so fare assolutamente nulla e la mia elasticità è pari a quella di un blocco di marmo e quelli che sono lì a lezione con me sanno fare mille acrobazie, però da qualche parte dovrò pur cominciare, no? Non voglio farmi ulteriori seghe mentali e pensare che oh, mi staranno guardando, rideranno di me, sono incapace, aiuto sono lo zimbello del corso. Ho bisogno di sfogarmi e distrarmi un po’, magari non diventerò la capoerista numero uno nel mondo ma per il momento mi diverto e mi alleno un po’, che se insomma quest’anno si riesce a superare la famigerata prova costume non sarebbe mica male! (dato che gli altri anni è fallita miseramente…la pancetta e la ciccetta qua e là imperabant e imperant ancora adesso!)

Ah, per chi per caso non sapesse di cosa si tratta la capoeira, o ha solo qualche vaga idea a riguardo, su Wikipedia trovate un sacco di informazioni. Per farvi capire, chi di voi ha giocato almeno una volta nella vita a Tekken, si ricorderà di Eddy, il tizio che lottava facendo acrobazie strane tra cui quella di mettersi in verticale a gambe aperte e stendere tutti a calci rapidissimi. Ecco, quella è la capoeira, per intenderci, solo che quella vera e propria non è un combattimento, ma una lotta a tempo di musica, diciamo così, una sorta di cerimonia tribale. Davvero molto suggestiva, peraltro.

Ora vi lascio, che la compagna di stanza vorrà dormire poveretta, e il rumore delle mie dita sulla tastiera qwerty risuona fortissimo nella stanza silenziosa. Io è dalle sei che sono a letto con l’emicrania forte, provo a dormire ma mi sveglio ogni venti minuti… e ora è l’una e un quarto, spero di addormentarmi prima o poi…

Ps: ah, ci tenevo a dire che Logo distintivo della scuola di capoeira che ho cominciato a frequentare è il Quetzalcoatl, il serpente piumato che si mangia la coda. Il nome mi ricorda qualcuno… :smile:


Title-Left Nuovo temino vintage Title-Right

Scritto da: phlo


Come qualcuno di voi forse avrà già notato passando di qui in cerca di nuovi posts, ho cambiato il template del blog. Questo lo trovo molto carino, semplice, vintage e con quel tocco di verde un po’ invecchiato che mi ispira tranquillità, forse ne ho bisogno di questi tempi. E poi ovviamente è originale e creato appositamente per me da z3ro, il che mi fa pensare a lui ogni volta che apro il blog (sarà un bene o un male? scherso…) Magari ci vorrà qualche miglioria qua e là, ma lo trovo veramente carino.
Ora però vi devo lasciare perchè devo andare a lezione di … facciamo che ve lo dico quando torno, perché questo merita un post a parte. Vi anticipo solo che si tratta di qualcosa che c’entra con lo sport e l’attività fisica, perciò quelli che mi conoscono personalmente (ma forse anche chi solo virtualmente) saranno increduli di associare me ad un qualsiasi sport!!!

A poi! (non a puà, eh, a poi come dopo, ecco. ok, vado)


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