Title-Left Letargo allucinogeno Title-Right

Scritto da: phlo


No, non parlerò di Salvador Dalì, anche se il titolo del post potrebbe ricordare alcune sue opere, per esempio il Torero Allucinogeno, uno dei suoi ultimi dipinti. E’ che è arrivata la primavera. Stagione dell’ammore per alcuni, di rotture per altri in cerca di nuovi fiori da impollinare (che immagine poco edificante), del dolce dormire. Il dolce dormire appunto, che dentro di me posso definire un letargo. Vi giuro che non ho mai dormito così tanto in vita mia… è incredibile, ci metto due ore a svegliarmi dal letto, mi sento come appiccicata, il corpo non mi risponde e mi riaddormento dopo cinque secondi. Mi sveglio ogni tanto, faccio sogni molto aderenti alla realtà, talmente aderenti che mi sa che sono allucinazioni, perché questa settimana per ben due volte ho scoperto che alcune cose che mi ha detto mia madre me le ero sognate/immaginate. E non è il massimo, mi sono sentita una pazza psicopatica, ma dettagli.

Insomma sto dormendo tantissimo, ora sono le otto e mi sa che non cenerò nemmeno e andrò a letto. Ho ricominciato oggi le lezioni, in facoltà ho notato con piacere che quasi tutti erano nella mia stessa situazione, mi sono sentita meno sola, almeno quello… e stamattina credevo che sarebbe stata una giornata infernale, non avevo preparato le materie del giorno, avevo un’ansia tremenda, poi la giornata è andata via abbastanza velocemente e sono un po’ più tranquilla. Però sono abbastanza stanca e demotivata.
Adesso capite perché preferisco l’inverno? :canny:

Ah, una cosa prima di salutarvi. Qualcuno mi può spiegare per quale stradiamine di motivo da un anno circa la maggior parte dei visitatori occasionali di questo blog arriva qui cercando su Google FABIO TESTI?!?!?! Cosa ho fatto per meritarmi questo?! Me misera, me tapina.


Title-Left Tornata. Title-Right

Scritto da: phlo


Dopo essere stata una settimana a Barcellona, tutto ti sembra terribilmente grigio, noioso e microscopico.  Dopo aver visto la Pedrera, la Casa Batllò, il Park Guell, la Sagrada Familia, la Rambla, il porto, tutto ti sembra banale, spartano, quasi volgare. Quando mangi tapas, paella, patatas bravas, jamòn serrano, morcilla, tutto ti sembra insipido.

Barcellona è bella, è cordiale, è grande, è luminosa, ha la terra, ha l’acqua, ha il cielo. Ha il suo centro incasinato e la sua periferia più tranquilla, ma non per questo desolata.

E’ una città fantastica. Ci tornerò appena sarà possibile.

E le opere di Gaudì sono qualcosa di straordinario. Dalì, il mio amore, era un genio pazzo, ma nemmeno lui se la cavava male!

E mi sono anche riposata, c’è chi mi ha detto che dormire è un ottimo metodo per non pensare e io ho eseguito. Devo dire che aveva ragione.

Ora mi sento un po’ in colpa perché ho trascurato lo studio, ho pure saltato un paio di lezioni perciò dovrò rimettermi in marcia.

Fede mi è mancato moltissimo, molti luoghi li ho visitati sperando che un giorno io possa rivederli con lui accanto, e guardarmi estasiato e sorridermi, tenendomi la mano. A volte ho paura di questo. A volte ho paura di essere troppo innamorata, non so perché, ho paura di non riuscire più a separarmi da lui quando lo vorrò, e di soffrire. Ho paura di non riuscire a sopportare la lontananza in futuro. Ho paura che lui perda interesse in me, in quello che faccio, come sono.

Ho avuto un paio di attacchi d’ansia a Barcellona, uno prima di andare a dormire, in cui ho capito che mi sforzo di vedere che le cose vanno bene quando in realtà ci sono molte crepe e incognite, e un’altra passeggiando nel quartiere gotico, dove c’era una massa impressionante di gente, ad un tratto mi sono sembrate un flusso di formiche, la cosa mi ha infastidito e ho cominciato con la crisi d’ansia. Ma dopo un po’ è passata.

Vediamo come andranno le prossime settimane.


Title-Left Post di frettissima da Barcellona! Title-Right

Scritto da: phlo


Non so se voglio tornare…

Volevo affittare una stanzetta qualsiasi della Casa Batllò, ma mi hanno risposto in catalano e in malo modo…

Pensavo di girare mezza Spagna e invece giá è tanto se riesco a vedere tutto quello che avevo in mente di visitare qui.

E domani devo giá tornare! :cry:

Qui le brioches (anzi, cruasàn) sono fantastiche, Gaudì era un pazzo, che altro… boh raccolgo le idee e poi scriveró di nuovo. Ora vado a rivedere la Sagrada Familia!

Baci a tutti!


Title-Left Hasta luego! Title-Right

Scritto da: phlo


Niente, vi avviso che per qualche giorno non sarò da queste parti, mi faccio un viaggetto pasquale in Spagna insieme alla mia zia matta, che è un po’ come una sorella per me, sia per la poca differenza d’età sia perché abbiamo vissuto insieme per un tot di anni e quindi la reputo molto più importante di una semplice zia.

Voglio staccare un po’ la spina, riposarmi, fare tante foto, mangiare paella e churros (possibilmente non insieme), vedere tutto quello che posso su Gaudì e fondamentalmente andare via, anche solo per una settimana.

Ho bisogno d’aria, ho bisogno di muovermi un po’, di viaggiare. Io sono una nata con la valigia in mano, stare troppo tempo nello stesso posto dopo un po’ mi porta alla noia estrema.

Le cure stanno andando abbastanza bene, ancora grazie a tutti coloro che si sono fatti sentire, vi ringrazio davvero di cuore. Ancora qualche attacco, ma più lieve e sporadico.

Un bacio a tutti, soprattutto a Fede che mi mancherà un sacco, anche se sto via solo per una settimana.


Title-Left Voglia di cambiare. Title-Right

Scritto da: phlo


Forse c’è anche questo elemento in mezzo. La routine mi uccide, non riesco a reggere la monotonia e la ripetitività, è qualcosa che mi blocca e mi (è proprio il caso di dirlo) deprime. Quindi ogni tanto ho bisogno di cambiare qualcosa.

Il momento si è rivelato propizio, dato che ho appena scoperto che papi cambierà la macchina (ormai la vecchia era un catorcio, non certo perché si aveva solo voglia di cambiare!) ma soprattutto cambio casa. Oddio, non mi trasferisco a eoni di distanza, solo a qualche chilometro, in una casa più grande. Cambiamo spesso casa, è tipico della mia famiglia, sin da quando nel ‘92 abbiamo mollato tutto e siamo venuti in Italia dall’Argentina “in cerca di fortuna” o più semplicemente in cerca di qualcosa di nuovo. Poi abbiamo cambiato tante case, sempre nella stessa città, ma prima a sud di essa, poi nord, eccetera. Insomma, dopo un po’ abbiamo bisogno di allargare gli orizzonti. Forse ora i miei sono un po’ meno propensi a cambiare casa ogni 4-5 anni perché insomma il trasloco è sempre una fatica… infatti forse questa sarà la casa definitiva. Almeno per loro!

Ieri sono andata al concerto dei Canadians, band veronese cui bassista è amico blogger, Dietnam, colui che tutto ciò che tocca diventa oro, il Re Mida della mutua insomma. Mi sono piaciuti ancora più dell’altra volta. Mi sono perfino comprata il cd, avevo messo i soldini da parte proprio per quest’evento! E finalmente ho fatto anche la tessera Arci, che da quanto ho potuto capire mi servirà pressoché ovunque quando vorrò andare a concerti qui in zona. Spero che i Canadians riescano veramente a sfondare, sono un gruppo che merita assolutamente e forse la data che avranno ad Austin (sì, in Texas!!) li aiuterà nell’intento, chi lo sa. Intanto speriamo che Dietnam ci arrivi vivo ad Austin, dato che ha il terrore dell’aereo. Potrebbe sempre meditare per il trasporto via nave, ma forse per il festival dell’anno prossimo se parte oggi…

Oggi sto bene, mi sono svegliata tranquilla. Forse solo capire di non essere l’unica ad avere problemi ti conforta. Non so se è così anche per gli altri, ma io di solito tendo a pensare che la gente intorno a me, la gente sorridente, che scherza, che passeggia, che si siede di fianco a me a lezione, che è dietro di me alla macchinetta del caffè, di fronte a me in biblioteca, non abbia problemi e sia serena. E invece non è così, ognuno ha i suoi piccoli problemi, i suoi difetti, le sue ansie, le sue paure. Ma tu ovviamente non puoi saperlo. E credi di essere unico nel tuo genere. Tendi a pensare che quel problema ce l’hai solo tu, e nessuno potrà aiutarti e capirti. Non è così. E, intendiamoci, non è una gioia sadica, nel senso che non sono felice se gli altri soffrono, semplicemente in questo modo riesco a sentirmi ancora normale. Tutto qui.

Ah, auguri a tutte le donne, a me non interessa come festa perché trovo che le mimose puzzino. Quando regaleranno orchidee magari ci farò un pensierino. E poi cos’è, il resto dell’anno è la festa dell’omo rude? Eh no.


Title-Left Ringraziamenti e Sviluppi Title-Right

Scritto da: phlo


Grazie davvero, a tutti quelli che hanno letto e mi hanno scritto, chiamato, si sono fatti sentire. Amici, conoscenti e perfetti sconosciuti. Sapete, non avrei mai scritto una cosa del genere, ma come qualcuno mi ha fatto notare, si trattava di un inconscio grido d’aiuto. Sapere di non essere sola è un’ottima cosa. Quindi grazie davvero, uno per uno.

Grazie a voi e a chi mi è stato intorno ho avuto il coraggio di battere i miei stupidi pregiudizi e sono andata da uno specialista. Quello stronzo del medico di base mi aveva dato medicinali così, tanto per, e vi assicuro che la scorsa settimana l’ho vissuta male, malissimo. Non mi riconoscevo più. Ho avuto infiniti attacchi di panico. Ho avuto paura.

Oggi mi sono trovata molto bene con questa dottoressa, mi ha ascoltato per più di un’ora, mi ha fatto le domande giuste, e vi assicuro che parlando da sola sono riuscita a tirare fuori ragionamenti che mai avevo fatto, sono arrivata a capire cose di cui non mi ero mai accorta o perlomeno soffermata a pensarci, mi sono vista da dentro e da fuori al contempo.

Insomma non sto ad annoiarvi con tutta la dinamica, comunque ho deciso che qualche chiacchierata con lei regolarmente la farò, per un po’ di tempo. Ho fatto bene ad andare, in fondo se non risolvo alla radice il problema ora lo maturerò fino a quando non potrò più liberarmene.

Ho eliminato quella medicina che mi ha sconvolto corpo e mente, e la dottoressa me ne ha consigliato uno molto più leggero, da prendere solamente per regolare il livello di serotonina ed evitare così gli attacchi di panico. Questo ovviamente fino a quando non comincerò a ritrovare l’equilibrio (momentaneamente) perso.

Quello che più mi distrugge è far preoccupare e star male chi mi sta intorno: amici, famiglia, moroso. Spero di guarire presto. Rivoglio la me cazzona, solare, felice.

E ce la farò, oh se ce la farò. Non sono così debole come credo di essere. O almeno lo spero. Insomma avete capito! :sweat:

(wow, ho inserito uno smiley, è già un ottimo passo avanti)


Title-Left Non c’è più pace o consolazione (cit.) Title-Right

Scritto da: phlo


Proprio mentre scrivo, in random su iTunes parte Nuova Ossessione dei Subsonica, e apro gli occhi appena sento questa frase che poi è il titolo del post. Non che prima li avessi chiusi davanti al pc. Ma sapete quando si guarda, si ascolta, si parla senza pensare.

Odio sentirmi così, odio scrivere di me in questo modo, ma questo è veramente un brutto periodo della mia vita. Ho pensato boh, se lo scrivo sul blog in fondo lo leggeranno tutti, ma in fondo non me ne frega un cazzo. A chi vuoi che importi. Mi leggi tra i quaranta posts sul feed reader, vuoi darmi più importanza dei posts fatti bene, quelli con le recensioni al vetriolo, quelli con i video nuovi divertenti, questa scia di parole stupide pronunciate da una altrettanto stupida diciannovenne passa inosservata in fondo.

La verità è che sto male.

Da dieci giorni, complici i farmaci che sto prendendo o il fatto di essere arrivata al capolinea della mia sopportazione, vivo in uno stato di perenne apatia. Apatia che si è verificata in seguito ad un punto di rottura forte, forse il mio fisico ha retto fino a un certo punto, ha accumulato sino ad esplodere. Ed è esploso, perlomeno internamente. Ora vivo come fluttuante, le cose mi scorrono davanti, le giornate passano senza sapere nemmeno dove mi trovi, cosa stia facendo o fondamentalmente cosa voglia dalla mia vita. Il tutto inframezzato da momenti di profondo sconforto immotivato che mi capitano in qualsiasi momento della giornata.

Sto distruggendo tutto, non sento più niente. Mi infastidisce tutto, sono insofferente, non sto bene con nessuno e con niente. Mi spiace per Fede, ora più che mai ha bisogno di me e io non sono capace di reagire, di dargli ascolto come vorrei, di interessarmi a lui. Mi spiace per una persona con cui credo di poter riuscire a stringere una forte amicizia ma a causa dei miei sbalzi di umore incontrollati sto rovinando tutto. E’ l’unico su cui posso contare qui a Treviso, in questi giorni vorrei averlo vicino sempre, ma potrebbe pensare che io sia morbosamente insistente o, peggio, che io sia invaghita di lui. Non è così, forse lo prendo inconsapevolmente come punto di riferimento e quando rimango con lui sono, come dire, al sicuro.

Non so cosa voglio fare della mia vita. A volte penso di voler ritornare single, di lasciare Fede perchè non sto bene, ma rifletto un secondo e mi rendo conto di aver detto una cazzata micidiale, lo amo più di ogni altra cosa, ho bisogno di lui e credo che forse la vita andrebbe avanti senza di  lui, ma sarebbe certamente molto più squallida e insipida.

Vorrei andarmene, partire per non so dove, cominciare da zero, ma so che non funziona così. Prima devo risolvere i problemi che ho dentro, altrimenti mi ritroverò quarantenne depressa, e lì sì che non ci sarà via d’uscita.

Non so nemmeno che ho scritto, non l’avrei mai fatto ma dovevo sfogarmi, potevo scriverlo su un foglio e buttarlo. Una cosa che odio è che la gente mi compatisca, non voglio questo. Vi prego, fate finta che non vi ho detto niente. Sul serio.

Tutti hanno dei problemi, tutti ne escono, chi prima chi dopo. Ho solo bisogno di chiarirmi. E ho bisogno di stimoli, la routine mi uccide e mi divora piano piano. Ho bisogno di capire chi sono e cosa voglio. Forse ogni ventenne sente le stesse mie cose. Devo smetterla di sentirmi unica in questo senso. Tutti abbiamo dei problemi.

Ne uscirò, in fondo non sono drogata, è solo un problema psicologico, ne uscirò cazzo, perché francamente non sto vivendo bene e la cosa mi intristisce. Solo mi spiace far preoccupare la mia famiglia e chi mi sta vicino, che forse mi capisce ma fino a un certo punto.


Title-Left Rincoglionita. Title-Right

Scritto da: phlo


La mia ultima settimana si può riassumere così. Uno stato di completa apatia, inframezzata solamente da momenti di distrazione che duravano pochissimo.

E’ bello vedere come tra un mucchio di persone ce n’è almeno una che pensa a te, ti capisce e ti va a prendere la CocaCola giù al bar. (sembra una cosa surreale e invece nel contesto aveva senso)

E’ bello vedere che c’è chi ti trova bella anche quando piangi, quando dormi, quando ti arrabbi (e lo si ama anche per questo)

E’ bello vedere che alla creatività (e alla stupidità umana) non c’è mai limite. E confermo il mio smisurato affetto per gli Elio e le Storie Tese, da anni ormai, non troppi ma tanti per me.

Non è bello non riuscire a vedere come trovare una via d’uscita.


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