Come qualcuno ha già spoilerato tra i commenti dello scorso post, maledetta Giuli!, vi dico velocemente in che impresa titanica mi sono imbattuta stavolta. Ho deciso che dovevo fare un qualche sport, insomma non è normale che a diciannove anni io senta di avere il fisico di una novantenne, perciò ho cercato qualcosa da fare, possibilmente qui a Treviso durante la settimana, che durante il weekend ho ben altre cose a cui pensare!

E niente, mi è stato detto di un corso di Capoeira, e mi ci sono fiondata. Mi è sempre piaciuta questa lotta-danza. E ora che ho fatto la prima settimana in cui non solo abbiamo fatto esercizio, ma ci hanno pure insegnato a suonare gli strumenti tipici brasiliani per l’occasione, il pandeiro, il birimbao eccetera, mi sono trovata più che bene. Ok, mi sento impeditissima in quanto non so fare assolutamente nulla e la mia elasticità è pari a quella di un blocco di marmo e quelli che sono lì a lezione con me sanno fare mille acrobazie, però da qualche parte dovrò pur cominciare, no? Non voglio farmi ulteriori seghe mentali e pensare che oh, mi staranno guardando, rideranno di me, sono incapace, aiuto sono lo zimbello del corso. Ho bisogno di sfogarmi e distrarmi un po’, magari non diventerò la capoerista numero uno nel mondo ma per il momento mi diverto e mi alleno un po’, che se insomma quest’anno si riesce a superare la famigerata prova costume non sarebbe mica male! (dato che gli altri anni è fallita miseramente…la pancetta e la ciccetta qua e là imperabant e imperant ancora adesso!)

Ah, per chi per caso non sapesse di cosa si tratta la capoeira, o ha solo qualche vaga idea a riguardo, su Wikipedia trovate un sacco di informazioni. Per farvi capire, chi di voi ha giocato almeno una volta nella vita a Tekken, si ricorderà di Eddy, il tizio che lottava facendo acrobazie strane tra cui quella di mettersi in verticale a gambe aperte e stendere tutti a calci rapidissimi. Ecco, quella è la capoeira, per intenderci, solo che quella vera e propria non è un combattimento, ma una lotta a tempo di musica, diciamo così, una sorta di cerimonia tribale. Davvero molto suggestiva, peraltro.

Ora vi lascio, che la compagna di stanza vorrà dormire poveretta, e il rumore delle mie dita sulla tastiera qwerty risuona fortissimo nella stanza silenziosa. Io è dalle sei che sono a letto con l’emicrania forte, provo a dormire ma mi sveglio ogni venti minuti… e ora è l’una e un quarto, spero di addormentarmi prima o poi…

Ps: ah, ci tenevo a dire che Logo distintivo della scuola di capoeira che ho cominciato a frequentare è il Quetzalcoatl, il serpente piumato che si mangia la coda. Il nome mi ricorda qualcuno… :smile: