Title-Left Yessir, sono ufficialmente rincoglionita. Title-Right

Scritto da: phlo


Sì, molti di voi si saranno chiesti “ma cosa avrà mai voluto dire con il titolo del precedente post?” Bravi, ottima domanda. Il fatto è che il caldo mi ha ufficialmente dato alla testa, e ho dimenticato di scrivere l’unica frase che avrebbe dato senso al post intero. Ovvero che il fatto che mia madre sia digiuna di Internet fa sì che lei sia incredibilmente orgogliosa di me per il fatto delle nomination al Veronablog Awards, perchè evidentemente penserà a quello come a una sorta di premio Strega dei blogger, o che ne so. Fattostà che sono arrivata quarta nelle categorie Miglior Grafica e Post dell’anno (in nomination c’era quello della recensione al concerto alla Lou Fai) e, udite udite!, addirittura seconda come miglior Blog Femminile! Ovviamente ho portato con me a casa i foglietti delle premiazioni che se no altrimenti non ci avrebbe creduto, la conosco…

Beh insomma, chiusa questa parentesi awardica (ovviamente ringrazio chi ha preso dei giorni di ferie per votarmi attraverso quello scomodissimo file excel), vi racconto che sono incazzata nera con il signor Telecom che ancora non mi ha dato la linea, e per questo sono costretta a dover scrivere il post in  Blocco Note, con in sottofondo Fede che mi disturba cantando Richard Benson e facendomi così cannare tutti i verbi, per poi passarlo a quest’ultimo (a Fede, non certo a Benson) che poi provvederà a pubblicarlo.

Beh, ora che ho scritto qualcosa che c’entri col titolo posso congedarmi felice. Prossimi appuntamenti: domani superattesissimo concerto soldout di Carlitos Santana, col papi che sarà uno spettacolo da vedere forse più di lui, perchè lo voglio vedere con le stampelle a farsi i gradoni dell’Arena per trovarsi un posto decente…
Poi martedì di corsa a Treviso per svuotare l’appartamento, mercoledì a Venezia per riconsegnare le chiavi e giovedì l’ultimo esame, che sto preparando al rallenty, dato che col caldo riesco a combinare ben poco. E poi a casa, cheddiamine!


Title-Left Avere una madre digiuna di Internet alle volte ha i suoi vantaggi Title-Right

Scritto da: phlo


Sono stata nominata, come potrete vedere qui sopra (ringrazio Fede che mi sta controllando e curando il blog durante la mia assenza forzata), ai Verona Blog Awards 2008. In pratica una specie di premiazione (fittizie, in quanto PURTROPPO non si vince niente, nemmeno una cena con il nostro “amato” sindaco!) per il blog più carino, più simpa della cumpa, eccetera eccetera. La cosa mi lusinga parecchio e mi lunsingherebbe ancor di più poter vincere uno degli ambiti trofei per le categorie in cui sono stata selezionata, perciò se non avete niente da fare sotto con il mouse e votatemi! Insomma, ieri sera ha vinto la miss Italia nel mondo che meno mi piaceva (io volevo Robin, la bionda del Sudafrica numero 7, che poi si è piazzata terza…tristezza), almeno una soddisfazione me la vorrei togliere, ecco.

Che poi parliamo delle Missitalie nel mondo: noi a casa lo si guarda sempre per due motivi: primo, perché si possono fare tutti i commenti più orrendi che ti vengano in mente, su qualsiasi parte del corpo, solo perché sei frustrata (parlo a titolo personale) guardando queste stangone abbronzate in costume e tu sei lì sul divano col gelato e la pancetta che urla pietà. Secondo, perché cerchiamo sempre di vedere (e ovviamente di giudicare) quella argentina. Che regolarmente ogni anno fa CAGARE. Qualcuno può spiegare il motivo di tutto questo? Ci sono di quelle belle figliole in Argentina (non per tirare acqua al mio mulino, eh), devono andare a cercarle col lanternino queste? Mah.

Detto questo, vi saluto e me ne torno nel mio mondo fatto di caldo, di sudore e di inerzia. Assumo la forma di ogni solido su cui mi sdraio/siedo, perciò vi lascio immaginare le mie condizioni. Odio il caldo. Odio!


Title-Left Del perché chi parla l’inglese sgrammaticato riesce a sfondare negli States Title-Right

Scritto da: phlo


(Chiedo scusa per lo scarso aggiornamento blogghifero, ma purtroppo non so quando il signor Infostrada si degnerà di darci la linea in casa nuova…)

Niente, in questi due giorni ho avuto occasione di vedere due spezzoni di programmini niente male, guarda caso entrambi su Mtv! Il primo è Italo americano di Fabio Volo (non mi fraintendete, lui mi piace e tutto quanto, ma non riesco a sopportare l’idea che grazie a sti programmi giri il mondo e va ovunque e conosce tutti senza avere una scaletta credibile, sembrano i filmini delle vacanze, idea fantastica, però alla lunga lo odio perché fa quello che vorrebbero fare tutti ma ce la fa uno su un miliardo…), il secondo è That’s Amore! - Domenico’s Passport for Love. Non so se tutti conoscete il programma A shot of love with Tila Tequila, la reginetta di Myspace… in pratica lei non sapeva se preferiva gli uomini o le donne e quindi se ne è portati a casa venti per sponda e li ha “degustati tutti”, fino a quando non ha trovato quello (sì, alla fine un uomo, che noiosa!) che più le aggradava. Insomma, non la faccio lunga, tra gli aspiranti partecipanti di quello che è il “Uomini e Donne” made in US, c’era tale Domenico, di origini italiane, che dopo essere stato scartato da Tila, che non si sa come mai non abbia ceduto al suo fascino pizzaspaghettimandolinense, viene chiamato dalla produzione per fare lo stesso programma, ma stavolta da protagonista (o “tronista”, se preferite…)

Nasce quindi questo programma tristissimo che durerà quattro puntate, giusto il tempo di far perdere ancora più punti alla già logora immagine dell’Italia, e di farci capire come questo tizio sia un perfetto idiota, non a livello italiano ma internazionale, forse galattico.

Cos’hanno in comune i due personaggi, Fabio Volo e Domenico? Semplicemente il fatto che parlano un inglese ORRIPILANTE. Per la serie ‘more strong’, ‘you was’, ‘i would do anything to find my amore’ eccetera. Lo trovo disgustoso. a) è la conferma che per andare in televisione non devi necessariamente avere alcun talento (però con Fabio Volo aggiungerei che ha il talento di rappresentare bene il suo personaggio e funzionare bene in qualsiasi campo si cimenti) b) è la conferma che gli italiani, o buona parte di questi, hanno un enorme problema con le lingue straniere, e con l’inglese nella fattispecie.

Sì, questo post potrebbe sembrare un “me la tiro perché ho preso 29 nello scorso esame d’inglese”. E in effetti è così.

Ah, dimenticavo, qui trovate il link alle puntate di That’s amore! Per palati raffinati.

Un assaggio:


Title-Left Il mondo è più bello quando si è amici di Gesù Cristo Title-Right

Scritto da: phlo


No, niente, è che per la serie “su Myspace si può trovare chiunque”, da oggi Gesù mi ha addato tra i suoi contatti. Sì, la cosa è di un kitsch imbarazzante. Come avrete già capito, la cosa mi piace da morire.

 

Sempre a proposito di kitsch, ma stavolta per la serie “Al peggio non c’è mai fine, ma proprio mai mai mai”, il viaggio di ritorno da casa dei miei zii (che abitano in provincia di Treviso, dove ho passato due giorni) fino al mio appartamento è stato all’insegna di un artista italiano, ovvero Jovanotti. Ma nemmeno l’ultimo album Safari, né Il quinto mondo, o L’albero… JOVANOTTI FOR PRESIDENT. Ovvero il suo primo album, ai tempi in cui era un idiota e al suo fianco Dj Francesco sarebbe sembrato un letterato. Canzoni del calibro di “Sei come la mia moto” e tante altre che non ricordo mi hanno sconvolto l’esistenza.

Il problema è che siccome io vado pazza per le cose di cattivo gusto, mi vedo costretta a reperire a tutti i costi quest’album. E impararne a memoria i testi dei brani. E metterci la copertina, che di sicuro sarà ipertrash, sul mio altarino del Kitsch. Un giorno, quando il mondo sarà pronto (e casa mia avrà finito di essere addobbata in modo da non sembrare più un appartamento in mezzo alla banlieue parigina) vi mostrerò una foto di tutto quel ben di Dio. O di Gesù, tanto per ritornare al titolo del post.


Title-Left In confronto, Gardaland è una piccola giostra rotta Title-Right

Scritto da: phlo


Avete presente quelle piogge torrenziali che cominciano a scendere proprio nel momento più sbagliato?

Scena: sole stupendo, sin dalle otto di mattina, dopo una settimana di grigiore e lampi, tuoni e pioggia. E’ domenica, direi che si va al mercato! Come tante altre persone adoro andare alla ricerca di magliettine strane che costino pochissimo, una sorta di gita alla Carnaby Street di Verona, ovvero il mercato della domenica di Sant’Ambrogio di Valpolicella (per gli amici milanesi, Sant’Ambrös).

E niente, mamma che ti accompagna parcheggia la macchina, sul ghiaino che così dopo è più facile per fare manovra e tornare sulla carreggiata, colazione e via a rovistare fra i cestoni (detto così sembra una roba da Caritas, invece io i miei migliori acquisti li ho sempre fatti al mercato!)

Siamo piene di sacchetti, pantaloni di cotone alla pescatora e magliettine… aggiungeteci il fatto che avevamo ben tre ombrelli. Sì, ma in macchina.

Date le premesse, era inevitabile che avvenisse davanti ai nostri occhi l’inizio del secondo diluvio universale. Siccome mia mamma aveva promesso la carne al forno con patate al papi, non si poteva certo rimanere in un bar ad aspettare… allora con sprezzo del pericolo abbiamo fatto una corsa contro il tempo (e contro i tacchetti dei sandali) fino alla macchina, che nel ghiaino era diventata un arnese infernale in procinto di essere inghiottito dalle sabbie mobili.

Per arrivare alla macchina abbiamo dovuto attraversare TUTTO il mercato, perché ovviamente quando è cominciato a piovere noi eravamo dalla parte opposta. Acqua a secchiate da una parte, zompi per evitare le pozzanghere (beccando però dei veri e propri stagni creatisi dal nulla), persino il tifo di qualche vecchietta che diversamente da noi (e saggiamente, forse), ha preferito attendere il ritorno del sole.

Sole che sarebbe arrivato DIECI MINUTI dopo il nostro ritorno a casa.

Insomma, mi sono sentita un incrocio tra Indiana Jones (forse più Indiana Pipps, a dire la verità) e Lara Croft, affrontando le intemperie con sprezzo del pericolo.

Però… che sfiga. 

nota#1: in questo momento io starei ripassando per l’esame di domattina, ma siccome sono scema sono qui a cazzeggiare col pc.

nota#2: tornando a Treviso ho incrociato, nella via principale, udite udite!, Corrado Fumagalli, l’idolo di tutti gli adolescenti! Non sapete chi sia Corrado Fumagalli? Vergognatevi. Poi chiedete al vostro amico onanista.


Title-Left Sono una bambocciona, e ne vado fiera Title-Right

Scritto da: phlo


Sì, sono una cocca di mamma. Sia io che mio fratello. Più che due fratelli siamo due figli unici, nel senso che siamo stati sempre viziatissimi. E solo adesso mi accorgo delle conseguenze. Il pensiero di essere a Treviso da una settimana e doverci restare fino al 16 mi fa impazzire.

Sì, anche solo per due giorni, vado a casa, ripasso lì (per fortuna che in casa nuova non ho ancora internet così non ho distrazioni) e torno lunedì mattina per dare l’esame. Deciso.

Perciò se non posto fino a lunedì è perché sono alle prese col ripassone disperato dell’ultim’ora!


Title-Left Brontophobia come scusa per dormire ancora Title-Right

Scritto da: phlo


Come forse molti di voi sapranno, tra le mie tante stranezze e peculiarità (?) una spicca su tutte. Ho il terrore dei temporali. Ma non paura eh, insomma i tuoni fanno craaaack bombom e spaventano tutti, va bene, ma io ne ho terrore. Terrore puro. Non so nemmeno bene perché, credo sia dovuto al fatto che una volta da piccola c’era stato un temporale fortissimo e un fulmine aveva praticamente squarciato un albero di fronte a casa mia. Ma alla fine ognuno ha le sue paure, dei ragni, insetti, del buio, dei cetrioli…quindi non mi considero un caso umano, ecco.

Però sì, il fatto che ogni volta che c’è un temporale io mi debba necessariamente rifugiare sotto le coperte serve da giustificazione al fatto di addormentarsi “casualmente”… e aver perso tutta la mattina in cui avrei dovuto studiare.

Che poi tra l’altro, tutte le fobie c’hanno nomi carini, proprio quella col nome da brontosauro mi doveva capitare? Che palle.


Title-Left Lou Fai Summer Festival 2.1: come le torte, fatte in casa e con amore Title-Right

Scritto da: phlo


Posso dire di essere stata a una delle serate più belle di questi sei mesi? Sì, lo posso dire, un po’ perché è il mio blog e ci scrivo quello che mi pare, un po’ perché se ci penso bene non è che abbia avuto chissà che vita mondana da gennaio a questa parte, ma soprattutto perché il concerto del primo giugno alla Casetta Lou Fai di Anita è stato fantastico. Per una lunga serie di cose. Non era la solita festa con la solita gente, la solita musica, i soliti gruppetti che non mi piacciono e mi fanno odiare le canzoni che suonano. Era qualcosa che, come dire, mi ha fatto ricordare tanto quello che i miei mi raccontano della loro giovinezza in Argentina. Gruppi di amici, che si trovano a casa di qualcuno, anche solo per giocare a carte fino alla mattina dopo. Perché lo spirito della festa è quello! (oddio, mi sembra di essere un parroco)

Insomma, capitemi, era tutto così hand-made, così alla buona, ma non un alla buona = alla cazzo, alla buona nel senso di festa in cui ognuno si sente a suo agio.

Ho rivisto tanti amici, ne ho conosciuti di nuovi, mi sono fatta dedicare una canzone da Michele (anche se mi ero fatta promettere che mi avrebbe dedicato il soundcheck, dannazione), ho rivisto la Casetta Lou Fai con le lucine di Natale che avevano integrate anche le canzoncine di Natale, ho visto un concerto dei Canadians. Sì, quei Canadians! Già li adoravo, ora si è aggiunto un cuoricino alla valutazione. Tra l’altro sono anche riuscita a ballare su Ode to the Season con Anita nonostante i tacchi (sì, adoro vestirmi in maniera del tutto fuori luogo alle feste), approfittando dell’assenza momentanea del tipo di colore che improvvisava movenze degne del miglior Michael Jackson, facendo ridere tantissimo il bassista Dietnam. E ho cantato uuuushallalla insieme a Milvia che ho avuto il piacere di conoscere, che poi è stata l’unica in quel momento che non mi ha creduto pazza (o forse sì?). E dopo mille promesse fatte sono riuscita a sentire live i Camerastilo, che mi sono piaciuti moltissimissimo. E ho deciso che se un giorno avranno bisogno di una comparsata vocale femminile mi candiderò. Idem per i Canadians! :D Ah, e come non citare Bretek “energia pura”, che con il suo nuovo gruppetto di scrocconi (The Free Riders), mi hanno fatto tanto ridere, non fosse per la (non) verve e carica di Fabio che sembrava declamasse la lista della spesa! (scherzo Fabio, però la prossima volta pigliati un Valium prima di cantare perché ti giuro che emanavi agitazione da tutti i pori… o era sudore?)

Che altro? Ah sì, un momento meraviglioso ad alto tasso di surrealismo, arriva Lemi che saluto con piacere insieme a un altro tizio, di cui non ricordo il nome, mi perdonerà spero, che si presenta così (prego la regia di agevolare il dialogo):

Phlo: Ciao, piacere Florencia!
Tizio: Sì, lo so chi sei, piacere
P: Ah, ci conosciamo dunque?
T: Sì, so che hai un blog
P: Ah, leggi il mio blog?
T: No, in realtà no, so solo che esiste.

(seguono diversi minuti in cui non ricordo esattamente che sia successo ma comunque sempre su quest’anda nonsense)

T: ah, e poi ho anche un altro collegamento tra me e te!
P: ah sì? wow, quale?
T: beh, conosco il tuo istruttore di nuoto!

(gelo, mi giro verso Fede che era di fianco a me, lui mi guarda incredulo, mi rigiro verso il tipo)

P: no guarda, mi spiace tanto deluderti, ma non solo non ho nessun istruttore di nuoto, ma non faccio nemmeno nuoto!!
T: ma…ma come?! L’altra sera stavo parlando con lui e sei venuta fuori tu nel discorso… dai, non conosci Riccardo xx?
P: mmmmmmmmmmmmm…. NO….
T: ah, ok, allora dovrò dirgliene quattro perché mi ha detto queste cose non vere

Insomma, io mi sono sganasciata dal ridere, sembrava un dialogo tra pazzi, e in effetti lo era, ma sento di voler bene a questo tipo! :D Ora però devo sapere chi è sto tizio che mi conosce e si spaccia per mio istruttore di nuoto…

Insomma amici, tutto questo per dirvi che è stata una festa bellissima, davvero complimenti ad Anita e a chi le ha dato una mano ad organizzarla. Inutile dire che a fine serata, prima di andare via, come sempre, mi sono presa la locandina del concerto, e finirà sicuramente in qualche parete della mia nuova cameretta.

E la prossima volta che ci sarà una festa alla Lou Fai suoneremo anche Fede ed io, promesso. 

E ora vado a ripassare francese economico (da non confondere con francese spicciolo), che tra un’ora c’ho l’esame.


Title-Left Forse dovrei cominciare a fumare Title-Right

Scritto da: phlo


No, scherzo, non mi piace l’odore del tabacco, non ho mai nemmeno provato a fumare una sigaretta, è da sempre una questione di principio nei confronti di mia madre, che non ne vuol sapere di smettere (ma non sarò certo io a persuaderla). Però capitemi, ho sempre visto la sigaretta come a )metodo fantastico per stare fuori da un locale quando non ti piace la musica/ vuoi stare da sola/ vuoi rimorchiare b) metodo fantastico per rilassarsi, trasmettere tutte le ansie dalla vostra bocca a quel rotolino di tabacco c) metodo fantastico per fare nuove conoscenze (o abbordare, come preferite), alzi la mano chi non ha mai cercato di attaccare bottone con qualcuno chiedendo se ha da accendere o addirittura una sigaretta intera, scroccone/a.

Beh insomma tutto questo per dire che io contro l’ansia pre esame eccetera, quella diciamo che ti viene sempre quando pensi di non aver studiato praticamente nulla, uso i fiori di Bach. Che crediate o no nell’omeopatia, vi assicuro che a me rilassano molto. Solo che spruzzarmi in gola lo spray al nonmiricordochefiore non solo non è per niente sexy, ma non ti fa nemmeno rimorchiare… mica li devi accendere i fiori di bach, cavolo. Sti omeopati, dovrebbero capire le esigenze di noi giovani donne ansiose non fumatrici!


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