Tutti i concerti ci piacciono, molti ci affascinano, pochissimi rimangono e rimarranno vividi nel ricordo. Uno di questi, per me ma sicuramente per molti, molti altri, è il concerto dei Queen (o meglio, Brian May e Roger Taylor dei Queen) con Paul Rodgers, che si è tenuto l’altro ieri sera al Datchforum (ex Filaforum per intenderci) di Assago, a pochi chilometri da Milano.

Nella mia completa ignoranza in ambito blues non conoscevo Paul Rodgers, né tantomeno riponevo molta fiducia in lui. Cercare di cantare le canzoni dei Queen è un’impresa, figuriamoci osare prendere il posto di Freddie Mercury! Ma al tempo stesso ero curiosa di sapere che cosa ne sarebbe uscito, da questa performance, e poi diciamoci la verità, non ho avuto l’occasione di vedere dal vivo l’idolo della mia infanzia/adolescenza Freddie… ma non potevo certo perdermi l’opportunità più unica che rara di sentire in un palazzetto Sir Brian May, dottorato in astrofisica, con la sua Red Special. L’unico capace, coi suoi capelloni cotonati e quello sguardo serio ma di chi sotto sotto si diverte un casino, di farmi piangere e ridere contemporaneamente.

Sì, perché questo è stato il risultato. Ho pianto, ho riso, ho saltato insieme ad altre migliaia di persone, ho urlato e ho battuto le mani a tempo. Senza un secondo di pausa.

Lasciate che vi dica la verità, il loro ultimo album, The Cosmos rocks, è degno di nota, o quantomeno alcune canzoni come per esempio Surf’s up…School Out, o Cosmos Rockin’, valgono la pena di essere sentite. Ma durante quei minuti in cui c’è stata la parte “promozionale” del concerto, ovvero quando hanno suonato pezzi tratti da questo disco, mi sono sentita un po’ smarrita, quasi come se non sapessi effettivamente che concerto fossi andata a vedere.

Ma a conti fatti posso dire che è stata l’unica macchia in un concerto spettacolare: scenografia ben curata, in tema “cosmo, stelle, satelliti e quant’altro”, con led e luci a volontà. Una scaletta strepitosa, certo è mancato qualche cavallo di battaglia che speravo di sentire, ma potrete constatarne voi stessi la qualità:

  • Intro (Cosmos Rocks)
  • Surf’s Up…School’s Out!
  • Tie Your Mother Down
  • Fat Bottomed Girls
  • Another One Bites The Dust
  • I Want It All
  • I Want To Break Free
  • C-lebrity
  • Seagull
  • Love Of My Life
  • ‘39
  • Bass Solo incl Under Pressure/Another One Bites The Dust
  • Drum Solo
  • I’m In Love With My Car
  • Say It’s Not True
  • Bad Company
  • Feel Like Making Love
  • Guitar Solo
  • Bijou
  • Last Horizon
  • Crazy Little Thing Called Love
  • The Show Must Go On
  • Radio GAGA
  • Bohemian Rhapsody

Encores:

  • Cosmos Rockin’
  • All Right Now
  • We Will Rock You
  • We Are The Champions
  • God Save The Queen

Niente male, direi.

E ovviamente vorrete sapere che cosa intendo per il bass solo? Niente, semplicemente il caro Roger ha impugnato le sue bacchette (al contrario, of course) e, con l’aiuto del bassista-turnista che teneva le note, ha suonato i riff di Under Pressure e Another one bites the dust… per poi fare un super assolo spaccacoronarie alla batteria e intonare I’m in love with my car, con una potenza vocale che nemmeno in Live Killers l’ho sentito cantare così.

E restando in tema di cantanti, Paul Rodgers. Mi sento di farti le mie scuse. Ti ho sottovalutato. Certo, non sei Freddie, ma chi lo pretende? In fondo io non sono Amy Winehouse (meno male, tra l’altro…), siamo pari.

Scherzi a parte, una fantastica voce, potente ma precisa, coinvolgente, calda. E soprattutto ha dato la sua rilettura alle canzoni, non ha scimmiottato la voce né tantomeno le movenze di Freddie. E questo mi ha fatto davvero piacere. Come del resto mi ha fatto molto, molto piacere, sentire la registrazione della voce di Freddie mentre cantava Bohemian Rhapsody, con Brian e Roger suonando sotto dal vivo. Davvero emozionante. E che dire di quando Brian, seduto nel centro della passerella allestita dal palco, ha cantato Love of my life dedicandola al nostro cantante preferito e commuovendosi perfino? Ero in estasi, signori.

Ci sarebbero milioni di altre cose da dire, ma ora che ci penso non renderebbero assolutamente. Certe cose bisogna viverle. Grazie Queen, non è stato il Live a Wembley, ma per un attimo mi sono sentita lì.