E’ questo sostanzialmente il pensiero finale dopo la riflessione su quanto sta succedendo, tra la pseudo riforma Gelmini (più che riforma, provvedimenti specifici) e il decreto 133 di Tremonti sui tagli alle università… innanzitutto la confusione e la disinformazione che sia a sinistra che a destra dilagano, ma soprattutto ciò che più mi colpisce è come il governo italiano in questo momento pensi di risolvere la crisi economica tagliando fondi all’istruzione. Voglio dire, non serve un genio per capire che quanto più il sistema scolastico è avanzato, tanto più sviluppo si può creare…ma oltre alla clausola del turnover al 20%, quindi in sostanza per cinque professori che vanno in pensione ne assumono uno, creando quindi 4 disoccupati potenziali, si taglia anche la ricerca, che anche i più cretini sanno che ricerca va di pari passo con sviluppo (non per niente la sigla è r&d, research and development)…

La cosa che più mi fa imbestialire, invece, è rendersi conto per l’ennesima volta che noi comuni mortali mai potremmo sapere con precisione dati, informazioni. Qualsiasi giornale cartaceo o televisivo, qualsiasi sito, riporta dati erronei o opinioni fuorvianti. Per farvi un esempio vicino a quello che studio, leggere della volontà di voler eliminare quei corsi di studio in cui dai siti compare solamente uno studente iscritto, e vedere che nell’elenco di questi c’è Mediazione Linguistica a Forlì… ora, magari chi non studia lingue non può saperlo, ed è legittimo, ma per chi studia in questo settore la facoltà di Forlì è una delle più rinomate, con un test d’ingresso che ogni anno viene compilato da almeno seicento studenti e di cui ne passano solo un centinaio… è incredibile che nello stesso Ministero dell’Istruzione nessuno abbia mai cercato di controllare e convalidare i dati… in effetti non si può sperare molto in un ministero dove gli stessi impiegati non sanno dove si trovi una determinata sala o un ufficio (e ve lo dico per esperienza personale, ci sono stata e vi giuro che lì dentro hanno una competenza pari alla mia, quindi scarsa).

Io, per la mia indolce rompicoglioni e testarda, ho sempre cercato di far valere i miei diritti. Ho partecipato alle politiche giovanili, ho manifestato più volte, insomma non sono mai stata lì a guardare il sistema scolastico andare a scatafascio per colpa di riforme non lungimiranti.

Il problema però è che ora sono all’università. Mi piacerebbe fare le stesse cose, battermi per questa causa, partecipare a convegni, organizzare riunioni ecc, ma purtroppo a inizio università io mi ero promessa che non avrei dovuto farlo. Ho quasi rischiato di essere bocciata (oltre che per il casino che facevo in classe…) per le tante assenze dovute a questi motivi, e sinceramente ora che sono all’università non posso rischiare di non poter dare esami, e di metterci più tempo del previsto per laurearmi. Frequento una facoltà a frequenza obbligatoria, per questo motivo il rischio c’è. Tenendo conto inoltre che studiando in una succursale di Ca’ Foscari dovrei andare spessissimo a Venezia in sede e la pecunia e il tempo sono molto scarsi.
La cosa però mi dispiace moltissimo. Certo quando ci sarà da manifestare, scioperare, lo farò, ma mi limiterò a questo.

E mi fermo qui, parlo solo del decreto 133 e non parlo della riforma Gelmini perché non mi compete in quanto non più alla scuola dell’obbligo e soprattutto perché non voglio farmi venire un’ulcera. Dirò solamente che, dato il livello di lingua inglese dell’italiano medio, sempre per parlare del mio “settore”, il maestro unico che fa un corso di aggiornamento NON è in grado di insegnare a dei bambini una lingua. Non esiste, è impensabile. Come è impensabile che una sola persona abbia le competenze per essere un surrogato di altre tre o quattro.

L’unica cosa su cui sono d’accordo sono il voto in condotta (non tanto per la punizione, ma per il fatto che l’educazione è un valore che si sta dimenticando e che deve essere proposto sin da quando i bambini vanno alle elementari), e il voto in decimi, sinceramente più comprensibile di un ’sufficiente meno’, ‘quasi discreto’, ‘buono più più più’ e altro ancora. Ah, e dimenticavo il grembiule…fosse per me metterei le uniformi, le adoro, ma questo per scopo meramente estetico, o funzionale, le mamme devono lavare meno vestiti sporchi di tempere o quant’altro. Il fatto di doverli svecchiare e renderli meno fascisti-friendly è sottointeso.