Title-Left Come se disce da noi, “es el cuento de la buena pipa” Title-Right

Scritto da: phlo


Diciamo, provando a fare una traduzione da interprete o aspirante tale, “quella dell’orso”. Oppure una “neverending story” (na na na na na na naaaaa). Per chi non l’avesse capito, sto parlando della questione CasaDiStefano VS Infostrada. Novità del giorno, siete pronti? Dopo sessantun giorni senza linea, hanno scoperto che, udite udite, NON POTRANNO MAI METTERLA!! Perchè nella mia zona non hanno copertura adsl.

Per poterla attivare, dovremmo disdire il contratto e ripassare a Telecom per poi ripassare a Infostrada, alla modica cifra di centoventi europei. Insomma, dovremmo disdire il contratto (definitivamente) e ricominciare tutto da capo, e Dio solo sa (o chi per lui) quanto ci metteranno a darci finalmente sta linea voce e adsl.

Beh, nel frattempo vi aggiorno con qualche cosina. Innanzitutto visitate questo sito, si tratta dell’Amarone in Jazz Festival, organizzato tra i vari dal buon Fede, e che prevede tanti bei nomi, quindi veronesi e no accorrete numerosi!

Poi… ah sì! Domenica scorsa sono andata ad aiutare i miei cari Canadians e ho fatto una comparsata nel loro video di prossima uscita, “Ode to the season”, che fatalità è la mia preferita dell’album. Avrei dovuto fare una scena da sola, ma alla fine non se n’è fatto niente, ma sono stata benissimo lo stesso! Ne ho guadagnato un vestito strappato e una scottatura megagalattica in faccia, ma in fondo è tutto molto rock. Ho scoperto di aver pure fatto colpo sull’uomo che ha la faccia da uomo della mia vita, meglio di così! Quando uscirà il video ve lo farò sapere, molto probabilmente mi si vedrà mezzo polpaccio, ma in fondo è meglio così.

Che altro? E’ stata una settimana un po’ così per varie incomprensioni col Fede, che però (come sempre) si sono risolte e ora va tutto bene, perciò care amiche (e anche amici, lui stesso ci tiene a sottolinearlo) desiderose del suo corpo, dovrete aspettare ancora!

Ok, come mi insegnano dalla regia, la gente dopo il primo paragrafo perde completamente interesse e attenzione, quindi mi fermo con le notizie inutili.

Vi lascio solamente con una richiestina: se sapete di qualcuno che ha bisogno di traduzioni, da ita a spa, da ing a spa, da spa a ing, da ing o spa a ita (insomma avete capito), fatemelo sapere, che mi sono accorta di avere il curriculum miseramente vuoto nell’ultimo periodo e soprattutto la vacanzina a Londra si sta avvicinando e io non ho un centesimo (o un pence, in questo caso). La richiesta è aperta anche a lavoretti di altro tipo. Non fraintendete, che vi conosco!


Title-Left Loufai Summer Festival 2.2 + Notte Rosa a Rimini Title-Right

Scritto da: phlo


Salve a tutti, prima di cominciare a scrivere qualsiasi cosa ringrazio l’inventore del blocco note e delle chiavette usb, che possono trasferire cose scritte da un pc senza internet perchè quei figli di donnine allegre altresì chiamati ministri della linea telefonica di casa mia non hanno intenzione di farmi comunicare col mondo ad un pc connesso a internet.

Detto questo, e quindi grazie a entrambi gli inventori, partiamo con le magiche avventure musicali degli scorsi giorni.

Prima tappa: la casetta Lou Fai ha riaperto le sue porticine di legno con un’altra serata all’insegna del volemose bbene, del vino-che-non-è-proprio-il-massimo-ma-fa-grado, e dei bei gruppi che accettano di (o per meglio dire insistono per) suonare sul ghiaino. Questa volta è toccato ai Gonzo48k e ai Fake P, che non conoscevo e mi sono piaciuti, non fosse altro perchè palesemente alticci (soprattutto i secondi, che suonando dopo hanno avuto più tempo per bere) e molto divertenti da vedere. Tra l’altro nei Fake P ci suona il tastierista dei Canadians  :beauty: , e ho scoperto che costui (che se non sbaglio si chiama Vito) ha la faccia da Uomo della Mia Vita. Cioè, non so come spiegarlo, l’ho visto e ho pensato così. Non me ne voglia Fede, però boh, cavoli, ha proprio quella faccia che dice: sì, anche se non mi hai mai sentito parlare sono fatto apposta per te, beibe. O una cosa del genere.

Ovviamente lo scrivo qui e non glielo dirò mai in faccia, perchè ne ho molta soggezione. Ma questo non solo per lui, ma per la categoria musicisti in particolare. Ne ho un’attrazione irresistibile, e faccio molta fatica a interagire con loro. Io poi, che sono l’espansività fatta persona, che faccio amicizia in trenta secondi, sembra incredibile! Ma in effetti è così. So che loro hanno un rapporto privilegiato con la musica, che loro sanno suonare (più o meno) bene uno strumento, che nella vita hanno (più o meno) concluso qualcosa. E io no. Per dire, gli stessi Canadians, li ho visti un sacco di volte, ma parlo solo con Dietnam, perchè lui l’ho conosciuto prima come nerd e come blogger, poi come bassista del gruppo. Mi capite? Quando invece vedo gli altri mi blocco. Potrei andare là e dire: “ciao!, sono Florencia, mi avrete già visto mille volte, vi adoro, vorrei tanto che conosceste il mio nome e foste voi a venirmi incontro, ah sono nella vostra top friends di MySpace e la cosa mi riempie di orgoglio!” ma niente, non ce la faccio. Stessa cosa mi è successa quando al Musical Box (negozio figo di strumenti) ho incontrato Ferdinando Altavilla, cioè sosia di Freddie Mercury e cantante nella Merqury Band, volevo chiedergli un autografo/foto/bacino/segno tangibile del fatto che non si trattava di un parto della mia mente malata, ma non ce l’ho fatta, dalla bocca sono usciti monosillabi e suoni gutturali di dubbio gusto, forse anche complice il fatto che era identico a Freddie anche da vicino, anche i denti, e la cosa mi ha quasi spaventato.

Per non parlare poi (cazzo, ora che ci penso l’elenco potrebbe protrarsi all’infinito) degli Elio e le Storie Tese. La mia croce e la mia delizia. In senso buono eh! Però ogni volta che incontro uno di loro divento idiota, è inevitabile. Soprattutto con Rocco io ho un problema serio. Ho questa ansia da prestazione psicologica sconquassante… vado là dicendomi “dai Phlo, mi raccomando, cerca di essere brillante, non fare espressioni che possano tradire la tua timidezza, tira fuori un qualche argomento divertente ma non troppo, fallo ridere ma non sganasciare, e che quando non ti ha davanti agli occhi non si ricordi più di te. Ah no, questa era copiata da Ocean’s Eleven. E cristo, come ti sei vestita?! Copriti quelle tette! Ma ho caldo… Non c’entra, non siamo al mercato del pesce! Ok ok…” E quindi, sistemandomi la scollatura mi avvicino, faccio un sorriso ebete, saluto e me ne sto in silenzio a contemplare lui che parla con altre persone che non hanno questo problema e parlano con nonchalance, dicendo anche cose stupide e che vogliono risultare divertenti ad ogni costo, ma lui non dice niente, è buono… Che problemi. Vorrei dirgli: ciao! ti ricordi di me? Beh sappi che questo è il mio numero, chiamami quando vuoi, anche alle tre di notte, anche per dire ciao, esisto, e mi ricordo di te, a me farebbe piacere! Ma non succede mai…

Non vi dico il 18 quando andrò all’Italiawave a Livorno… Elii e Canadians lo stesso giorno… parteciperò al campionato di mutismo timido freestyle.

Comunque, rimanendo fedeli al titolo del post, che di questi tempi pare più importante del contenuto stesso, il giorno dopo sono partita per la ridente città di Rimini, dalla mia compagna di corso e capoeira Susanna che mi ha fatto da Cicerona scarrozzandomi lungo tutta la riviera romagnola da un concerto a un altro. Arrivo nel pomeriggio dopo qualche ora di treno (tra l’altro saluto e ringrazio il capo di Veronablog Domiziano che non solo mi ha tenuto compagnia nella tratta Verona-Bologna, ma mi ha anche permesso di non perdere il treno che altrimenti avrei perso), da Casasusanna in bici fino in centro, scoprendo che Rimini è una città romana molto carina. Poi si mollano le bici e ci si sposta a Rimini Mare al Barge, locale sulla spiaggia, per l’aperitivo. Ecco, qui mi rendo conto del perchè la chiamano notte rosa. Magliette, capelli, sopracciglia, festoni, palloncini, tavoli, tovaglie, vetrine, persino i lampioni! Tutti rigorosamente ROSA. Era impressionante, di un trash che nemmeno il miglior Alebino. Per non parlare della piada rosa, ovvero la piada con colorante che sembrava venisse da un altro pianeta e che no, non ti veniva voglia di mangiarla.

Dopo l’aperitivo, ci si sposta ancora, località Misano Adriatico, dove mi gusto il concerto degli Elii, ottimo come sempre. Unico neo, le amiche della Susanna vogliono andare via subito e allora non riesco a fare backstage. Avrei saputo solo dopo che avrei potuto conoscere il dottor Rossi. Si, il motociclista che dall’accento mi pare sia della zona. Ancora adesso nutro istinti omicidi nei confronti di quelle ragazze.

Per l’ennesima volta si prende la minicooper e si va a Riccione, da Vinicio Capossela, che francamente non mi piace e me ne farò una ragione prima o poi. Vedo gente con più alcol nelle vene che sangue, rido un po’ e poi ci spostiamo per l’ultimo appuntamento della Notte Rosa, forse il più suggestivo.
Cinque di mattina, sulla spiaggia, brezza fresca, brioche alla crema in mano, su una sdraio, ascoltando Ludovico Einaudi che con il suo pianoforte saluta il sole che spunta. Davvero fantastico.

Ritorno a casa nel mezzogiorno, dove dormirò fino al giorno seguente perchè sono fondamentalmente vecchia dentro.


Title-Left Lou Fai Summer Festival 2.1: come le torte, fatte in casa e con amore Title-Right

Scritto da: phlo


Posso dire di essere stata a una delle serate più belle di questi sei mesi? Sì, lo posso dire, un po’ perché è il mio blog e ci scrivo quello che mi pare, un po’ perché se ci penso bene non è che abbia avuto chissà che vita mondana da gennaio a questa parte, ma soprattutto perché il concerto del primo giugno alla Casetta Lou Fai di Anita è stato fantastico. Per una lunga serie di cose. Non era la solita festa con la solita gente, la solita musica, i soliti gruppetti che non mi piacciono e mi fanno odiare le canzoni che suonano. Era qualcosa che, come dire, mi ha fatto ricordare tanto quello che i miei mi raccontano della loro giovinezza in Argentina. Gruppi di amici, che si trovano a casa di qualcuno, anche solo per giocare a carte fino alla mattina dopo. Perché lo spirito della festa è quello! (oddio, mi sembra di essere un parroco)

Insomma, capitemi, era tutto così hand-made, così alla buona, ma non un alla buona = alla cazzo, alla buona nel senso di festa in cui ognuno si sente a suo agio.

Ho rivisto tanti amici, ne ho conosciuti di nuovi, mi sono fatta dedicare una canzone da Michele (anche se mi ero fatta promettere che mi avrebbe dedicato il soundcheck, dannazione), ho rivisto la Casetta Lou Fai con le lucine di Natale che avevano integrate anche le canzoncine di Natale, ho visto un concerto dei Canadians. Sì, quei Canadians! Già li adoravo, ora si è aggiunto un cuoricino alla valutazione. Tra l’altro sono anche riuscita a ballare su Ode to the Season con Anita nonostante i tacchi (sì, adoro vestirmi in maniera del tutto fuori luogo alle feste), approfittando dell’assenza momentanea del tipo di colore che improvvisava movenze degne del miglior Michael Jackson, facendo ridere tantissimo il bassista Dietnam. E ho cantato uuuushallalla insieme a Milvia che ho avuto il piacere di conoscere, che poi è stata l’unica in quel momento che non mi ha creduto pazza (o forse sì?). E dopo mille promesse fatte sono riuscita a sentire live i Camerastilo, che mi sono piaciuti moltissimissimo. E ho deciso che se un giorno avranno bisogno di una comparsata vocale femminile mi candiderò. Idem per i Canadians! :D Ah, e come non citare Bretek “energia pura”, che con il suo nuovo gruppetto di scrocconi (The Free Riders), mi hanno fatto tanto ridere, non fosse per la (non) verve e carica di Fabio che sembrava declamasse la lista della spesa! (scherzo Fabio, però la prossima volta pigliati un Valium prima di cantare perché ti giuro che emanavi agitazione da tutti i pori… o era sudore?)

Che altro? Ah sì, un momento meraviglioso ad alto tasso di surrealismo, arriva Lemi che saluto con piacere insieme a un altro tizio, di cui non ricordo il nome, mi perdonerà spero, che si presenta così (prego la regia di agevolare il dialogo):

Phlo: Ciao, piacere Florencia!
Tizio: Sì, lo so chi sei, piacere
P: Ah, ci conosciamo dunque?
T: Sì, so che hai un blog
P: Ah, leggi il mio blog?
T: No, in realtà no, so solo che esiste.

(seguono diversi minuti in cui non ricordo esattamente che sia successo ma comunque sempre su quest’anda nonsense)

T: ah, e poi ho anche un altro collegamento tra me e te!
P: ah sì? wow, quale?
T: beh, conosco il tuo istruttore di nuoto!

(gelo, mi giro verso Fede che era di fianco a me, lui mi guarda incredulo, mi rigiro verso il tipo)

P: no guarda, mi spiace tanto deluderti, ma non solo non ho nessun istruttore di nuoto, ma non faccio nemmeno nuoto!!
T: ma…ma come?! L’altra sera stavo parlando con lui e sei venuta fuori tu nel discorso… dai, non conosci Riccardo xx?
P: mmmmmmmmmmmmm…. NO….
T: ah, ok, allora dovrò dirgliene quattro perché mi ha detto queste cose non vere

Insomma, io mi sono sganasciata dal ridere, sembrava un dialogo tra pazzi, e in effetti lo era, ma sento di voler bene a questo tipo! :D Ora però devo sapere chi è sto tizio che mi conosce e si spaccia per mio istruttore di nuoto…

Insomma amici, tutto questo per dirvi che è stata una festa bellissima, davvero complimenti ad Anita e a chi le ha dato una mano ad organizzarla. Inutile dire che a fine serata, prima di andare via, come sempre, mi sono presa la locandina del concerto, e finirà sicuramente in qualche parete della mia nuova cameretta.

E la prossima volta che ci sarà una festa alla Lou Fai suoneremo anche Fede ed io, promesso. 

E ora vado a ripassare francese economico (da non confondere con francese spicciolo), che tra un’ora c’ho l’esame.


Title-Left Voglia di cambiare. Title-Right

Scritto da: phlo


Forse c’è anche questo elemento in mezzo. La routine mi uccide, non riesco a reggere la monotonia e la ripetitività, è qualcosa che mi blocca e mi (è proprio il caso di dirlo) deprime. Quindi ogni tanto ho bisogno di cambiare qualcosa.

Il momento si è rivelato propizio, dato che ho appena scoperto che papi cambierà la macchina (ormai la vecchia era un catorcio, non certo perché si aveva solo voglia di cambiare!) ma soprattutto cambio casa. Oddio, non mi trasferisco a eoni di distanza, solo a qualche chilometro, in una casa più grande. Cambiamo spesso casa, è tipico della mia famiglia, sin da quando nel ‘92 abbiamo mollato tutto e siamo venuti in Italia dall’Argentina “in cerca di fortuna” o più semplicemente in cerca di qualcosa di nuovo. Poi abbiamo cambiato tante case, sempre nella stessa città, ma prima a sud di essa, poi nord, eccetera. Insomma, dopo un po’ abbiamo bisogno di allargare gli orizzonti. Forse ora i miei sono un po’ meno propensi a cambiare casa ogni 4-5 anni perché insomma il trasloco è sempre una fatica… infatti forse questa sarà la casa definitiva. Almeno per loro!

Ieri sono andata al concerto dei Canadians, band veronese cui bassista è amico blogger, Dietnam, colui che tutto ciò che tocca diventa oro, il Re Mida della mutua insomma. Mi sono piaciuti ancora più dell’altra volta. Mi sono perfino comprata il cd, avevo messo i soldini da parte proprio per quest’evento! E finalmente ho fatto anche la tessera Arci, che da quanto ho potuto capire mi servirà pressoché ovunque quando vorrò andare a concerti qui in zona. Spero che i Canadians riescano veramente a sfondare, sono un gruppo che merita assolutamente e forse la data che avranno ad Austin (sì, in Texas!!) li aiuterà nell’intento, chi lo sa. Intanto speriamo che Dietnam ci arrivi vivo ad Austin, dato che ha il terrore dell’aereo. Potrebbe sempre meditare per il trasporto via nave, ma forse per il festival dell’anno prossimo se parte oggi…

Oggi sto bene, mi sono svegliata tranquilla. Forse solo capire di non essere l’unica ad avere problemi ti conforta. Non so se è così anche per gli altri, ma io di solito tendo a pensare che la gente intorno a me, la gente sorridente, che scherza, che passeggia, che si siede di fianco a me a lezione, che è dietro di me alla macchinetta del caffè, di fronte a me in biblioteca, non abbia problemi e sia serena. E invece non è così, ognuno ha i suoi piccoli problemi, i suoi difetti, le sue ansie, le sue paure. Ma tu ovviamente non puoi saperlo. E credi di essere unico nel tuo genere. Tendi a pensare che quel problema ce l’hai solo tu, e nessuno potrà aiutarti e capirti. Non è così. E, intendiamoci, non è una gioia sadica, nel senso che non sono felice se gli altri soffrono, semplicemente in questo modo riesco a sentirmi ancora normale. Tutto qui.

Ah, auguri a tutte le donne, a me non interessa come festa perché trovo che le mimose puzzino. Quando regaleranno orchidee magari ci farò un pensierino. E poi cos’è, il resto dell’anno è la festa dell’omo rude? Eh no.


Title-Left Puff, pant… ci sono! Title-Right

Scritto da: phlo


Scusatemi se in sti giorni non sto postando molto, ma quando sono a Verona cerco di studiare e stare il più possibile con famiglia e amici, e quando sono a Treviso sono occupata coi millemila esercizi che mi tocca fare… credevo di non dover fare più i compiti, dopo il liceo, e invece ne devo fare il quadruplo! :beatplaster:

Domenica in qualità di musa ispiratrice (seee…) ho accompagnato il Fedoro alla Maratona Fotografica Fnac (caspita, adesso che studio spagnolo mi viene da scrivere tutte le parole ripiene di accenti, che in italiano non ci stanno), anche se non siamo stati a zonzo per Verona dalla mattina alla sera ma abbiamo fatto la pausa pranzo a casa sua, con l’arrosto fantastico della sua mamma :stilldreaming: Ho fatto anche qualche scatto, ma la maggiorparte ovviamente li ha fatti lui. Speriamo di vincere qualcosina! :baffle:

Che altro dirvi? Per il momento in appartamento mi sto divertendo un mondo, soprattutto con due dei coinquilini, il ragazzo siciliano e quella sarda, mi fanno morire. Non fosse solamente per i loro accenti e modi di dire pittoreschi e per tutte le cose buone che le loro famiglie inviano regolarmente!!! (e di cui io usufruisco con piacere :smile: ) Quindi per il momento questa casa a più che bene, speriamo che il mio pensiero rimanga lo stesso anche a fine anno!

Domani lezione di spagnolo col lettore bellobellobello peccato sia spagnolo e poi esercitazione di inglese con il lettore very british, adorabile. Non avete idea di quanto mi stia piacendo l’uni, cazzo. Davvero!

ps: quando alla Fnac abbiamo consegnato gli scatti, Desirèe, una ragazza dello staff, ha messo in sottofondo un disco di Cristina Donà. E poi i Canadians, un gruppo veronese che sta sfondando, parole sue. L’avete mai sentito? :)) Inoltre la tipa poi fa: “Uno dei Canadians inoltre lavora da noi alla Fnac, ma non posso dirvi chi è!” E io: “sì, e noi conosciamo Dietnam! Tiè!” Tanto per darci un tono, insomma…

Ah, e in tutta la giornata di domenica ho incontrato due terzi di Acido Pastello. Spero di incontrare il terzo quanto prima, che mi manca tanto :adore:


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