No, niente, è che per la serie “su Myspace si può trovare chiunque”, da oggi Gesù mi ha addato tra i suoi contatti. Sì, la cosa è di un kitsch imbarazzante. Come avrete già capito, la cosa mi piace da morire.

 

Sempre a proposito di kitsch, ma stavolta per la serie “Al peggio non c’è mai fine, ma proprio mai mai mai”, il viaggio di ritorno da casa dei miei zii (che abitano in provincia di Treviso, dove ho passato due giorni) fino al mio appartamento è stato all’insegna di un artista italiano, ovvero Jovanotti. Ma nemmeno l’ultimo album Safari, né Il quinto mondo, o L’albero… JOVANOTTI FOR PRESIDENT. Ovvero il suo primo album, ai tempi in cui era un idiota e al suo fianco Dj Francesco sarebbe sembrato un letterato. Canzoni del calibro di “Sei come la mia moto” e tante altre che non ricordo mi hanno sconvolto l’esistenza.

Il problema è che siccome io vado pazza per le cose di cattivo gusto, mi vedo costretta a reperire a tutti i costi quest’album. E impararne a memoria i testi dei brani. E metterci la copertina, che di sicuro sarà ipertrash, sul mio altarino del Kitsch. Un giorno, quando il mondo sarà pronto (e casa mia avrà finito di essere addobbata in modo da non sembrare più un appartamento in mezzo alla banlieue parigina) vi mostrerò una foto di tutto quel ben di Dio. O di Gesù, tanto per ritornare al titolo del post.