Oggi mi ero messa in mente di andare a ritirare le chiavi dell’appartamento di Treviso. Insomma, devo accettare l’idea di ricominciare le lezioni, anche se francamente a casa si stava benone, e da qualche parte devo pur cominciare.
Però mi è venuto in mente che siccome non ricordavo gli orari precisi, né tantomeno lo sportello dove andare a ritirarle, avrei telefonato per avere le informazioni necessarie e l’indomani sarei andata a prenderle.
Non solo che si inventano procedure inutili e perditempo del tipo “no, prima deve mandare una mail, poi telefonare per confermare, ecc ecc”.
Non solo che hanno degli orari impossibili per chi non abita a Venezia.
Mi chiama pure il mio coinquilino, con una voce che pareva chiamasse dall’oltretomba, dandomi due fantastiche notizie: primo, ci hanno tolto l’adsl perchè non abbiamo pagato una bolletta (e ci credo, avevo chiesto di mandarle a casa, qui a Verona, perché altrimenti a Treviso non ci sarebbe stato nessuno…e secondo voi dove l’hanno mandata?); secondo, che lui è arrivato in appartamento stamattina e ha trovato la casa lercia, in disordine, occupata da una coppia di russi e una di iraniani. Aggiungendo che dalla mia camera hanno tolto i poster, spostato le scrivanie, messo una poltrona dietro la porta.
Voi non avete la più pallida idea di quale sia stata la mia espressione all’apprendere tutto ciò. Quello che ho trovato che più si avvicina è questo:

La prospettiva di andare in appartamento che ho lasciato pulito e in ordine, e trovare lo schifo da parte di gente che evidentemente non si rende conto che non è casa loro, mi sconcerta.
Consoliamoci con questo video molto fico, va’.







