Title-Left Leggerete di me sulla cronaca nera Title-Right

Scritto da: phlo


Sì, perché sarò andata dal dirigente dell’Infostrada e l’avrò preso a randellate fino a quando non ne potrà più e deciderà di ridarmi la linea telefonica.

Ormai sono quasi due mesi senza la maledettissima connessione, e sto impazzendo. Tra chiamate, solleciti, richieste, suppliche, incazzature non si riesce comunque a risolvere nulla di nulla. La questione tra l’altro mi fa alterare ancora di più perchè mi ha fatto capire come io sia figlia del mio tempo, e ormai senza telefono e/o un pc connesso alla rete non possa vivere. Ok, le funzioni vitali ci sono tutte, ma mi sento veramente fuori dal mondo! Lo stesso capita a mio padre, perciò alla fine non sono l’unica a soffrirne, è una consolazione!

Però nel frattempo in realtà trovo molto più tempo per leggere quello che mi ero promesso di leggere durante l’anno accademico ma che per ovvi motivi non sono riuscita a portare a termine, o per dormire, o per dedicarmi al dolce far niente. A tal proposito,ho finito proprio l’altro giorno The Hitchhiker’s Guide to the Galaxy e finalmente ho ricomposto l’insieme delle citazioni che conoscevo senza aver mai letto il libro, e ormai sto passando svariato del mio buon tempo con il Nintendo DS di mio fratello, e vorrei tanto sapere se qualcuno di voi ne sia come lui in possesso, e se questo qualcuno mi può gentilmente consigliare qualche gioco carino, dato che ormai sono stufa di fare e rifare sempre gli stessi. Ormai conosco a memoria le battute di Hotel Dusk Room 215… Per non parlare di SuperMarioBros, ormai ho finito sia il gioco che i minigiochi annessi… e son problemi eh!

Parlando di cose più interessanti, o almeno per me, l’altra sera ho organizzato una cena con qualche amico del liceo, con cucina argentina preparata dalle mie manine sante (e ovviamente anche quelle della mamma, figuriamoci). Empanadas, choripanes e budìn de pan per finire, con contorno di cretino che ha deciso di schiantarsi contro un albero proprio sotto il mio balcone. Non si è fatto niente, ma ha praticamente sfasciato la parte davanti dell’auto e spezzato uno degli alberi che stavano sul marciapiede!

No, nemmeno questo era troppo interessante… mmm…

Beh, ieri sera inoltre sono stata all’ennesimo concerto degli Elii a Recoaro Terme, a Vicenza, sì, proprio lì dove fanno l’acqua omonima!, per compensare della mia futura mancata presenza a Livorno domani, per mancanza di fondi. Quando siamo arrivati là nel tardo pomeriggio abbiamo potuto constatare che l’età media era di 75 anni per gamba, però poi col trascorrere delle ore è scesa inesorabilmente, fino ad avere nelle prime file ragazzetti idioti, tra cui un emerito cretino che ha ben pensato di salire sul palco, correrci per qualche secondo, e tornare giù bullandosi della cosa con gli amichetti cretini quanto lui… che momento penoso.

Momento assai meno penoso il backstage, dove oltre agli Elii stessi che finalmente ho risalutato con piacere, ho conosciuto le fave Angelica, Martina e ho finalmente incontrato dal vivo NestoRe, che ho scoperto essere uguale a lui stesso disegnato sulle strip!!

Tra l’altro è stato abbastanza imbarazzante sentire commenti del tipo: “Ehi, ma io ti ho già visto su MySpace!” oppure “Ehi, ma tu non sei quella che c’è in tante foto sul sito di Marok?”, però sono i rischi del mestiere, o per meglio dire, il mondo (di Internet) è piccolissimo.

Ultima cosa: vi prego, aiutatemi. Ho avuto la sciagurata idea di noleggiare “No country for old men”, dei fratelli Cohen. Tralasciamo il fatto che per tutta la durata del film ho scambiato Javier Bardem per Benicio del toro, tralasciamo che già di mio non sono molto recettiva per quanto riguarda significati reconditi dei film, ma:

1) Ma il pazzo è morto?
2) Ma lei alla fine muore?
3) I soldi che fine fanno?
4) Quale £%$°# è il significato del titolo?!
5) Ma soprattutto, perché? (cit.)

Vi giuro che non c’ho dormito la notte.


Title-Left Loufai Summer Festival 2.2 + Notte Rosa a Rimini Title-Right

Scritto da: phlo


Salve a tutti, prima di cominciare a scrivere qualsiasi cosa ringrazio l’inventore del blocco note e delle chiavette usb, che possono trasferire cose scritte da un pc senza internet perchè quei figli di donnine allegre altresì chiamati ministri della linea telefonica di casa mia non hanno intenzione di farmi comunicare col mondo ad un pc connesso a internet.

Detto questo, e quindi grazie a entrambi gli inventori, partiamo con le magiche avventure musicali degli scorsi giorni.

Prima tappa: la casetta Lou Fai ha riaperto le sue porticine di legno con un’altra serata all’insegna del volemose bbene, del vino-che-non-è-proprio-il-massimo-ma-fa-grado, e dei bei gruppi che accettano di (o per meglio dire insistono per) suonare sul ghiaino. Questa volta è toccato ai Gonzo48k e ai Fake P, che non conoscevo e mi sono piaciuti, non fosse altro perchè palesemente alticci (soprattutto i secondi, che suonando dopo hanno avuto più tempo per bere) e molto divertenti da vedere. Tra l’altro nei Fake P ci suona il tastierista dei Canadians  :beauty: , e ho scoperto che costui (che se non sbaglio si chiama Vito) ha la faccia da Uomo della Mia Vita. Cioè, non so come spiegarlo, l’ho visto e ho pensato così. Non me ne voglia Fede, però boh, cavoli, ha proprio quella faccia che dice: sì, anche se non mi hai mai sentito parlare sono fatto apposta per te, beibe. O una cosa del genere.

Ovviamente lo scrivo qui e non glielo dirò mai in faccia, perchè ne ho molta soggezione. Ma questo non solo per lui, ma per la categoria musicisti in particolare. Ne ho un’attrazione irresistibile, e faccio molta fatica a interagire con loro. Io poi, che sono l’espansività fatta persona, che faccio amicizia in trenta secondi, sembra incredibile! Ma in effetti è così. So che loro hanno un rapporto privilegiato con la musica, che loro sanno suonare (più o meno) bene uno strumento, che nella vita hanno (più o meno) concluso qualcosa. E io no. Per dire, gli stessi Canadians, li ho visti un sacco di volte, ma parlo solo con Dietnam, perchè lui l’ho conosciuto prima come nerd e come blogger, poi come bassista del gruppo. Mi capite? Quando invece vedo gli altri mi blocco. Potrei andare là e dire: “ciao!, sono Florencia, mi avrete già visto mille volte, vi adoro, vorrei tanto che conosceste il mio nome e foste voi a venirmi incontro, ah sono nella vostra top friends di MySpace e la cosa mi riempie di orgoglio!” ma niente, non ce la faccio. Stessa cosa mi è successa quando al Musical Box (negozio figo di strumenti) ho incontrato Ferdinando Altavilla, cioè sosia di Freddie Mercury e cantante nella Merqury Band, volevo chiedergli un autografo/foto/bacino/segno tangibile del fatto che non si trattava di un parto della mia mente malata, ma non ce l’ho fatta, dalla bocca sono usciti monosillabi e suoni gutturali di dubbio gusto, forse anche complice il fatto che era identico a Freddie anche da vicino, anche i denti, e la cosa mi ha quasi spaventato.

Per non parlare poi (cazzo, ora che ci penso l’elenco potrebbe protrarsi all’infinito) degli Elio e le Storie Tese. La mia croce e la mia delizia. In senso buono eh! Però ogni volta che incontro uno di loro divento idiota, è inevitabile. Soprattutto con Rocco io ho un problema serio. Ho questa ansia da prestazione psicologica sconquassante… vado là dicendomi “dai Phlo, mi raccomando, cerca di essere brillante, non fare espressioni che possano tradire la tua timidezza, tira fuori un qualche argomento divertente ma non troppo, fallo ridere ma non sganasciare, e che quando non ti ha davanti agli occhi non si ricordi più di te. Ah no, questa era copiata da Ocean’s Eleven. E cristo, come ti sei vestita?! Copriti quelle tette! Ma ho caldo… Non c’entra, non siamo al mercato del pesce! Ok ok…” E quindi, sistemandomi la scollatura mi avvicino, faccio un sorriso ebete, saluto e me ne sto in silenzio a contemplare lui che parla con altre persone che non hanno questo problema e parlano con nonchalance, dicendo anche cose stupide e che vogliono risultare divertenti ad ogni costo, ma lui non dice niente, è buono… Che problemi. Vorrei dirgli: ciao! ti ricordi di me? Beh sappi che questo è il mio numero, chiamami quando vuoi, anche alle tre di notte, anche per dire ciao, esisto, e mi ricordo di te, a me farebbe piacere! Ma non succede mai…

Non vi dico il 18 quando andrò all’Italiawave a Livorno… Elii e Canadians lo stesso giorno… parteciperò al campionato di mutismo timido freestyle.

Comunque, rimanendo fedeli al titolo del post, che di questi tempi pare più importante del contenuto stesso, il giorno dopo sono partita per la ridente città di Rimini, dalla mia compagna di corso e capoeira Susanna che mi ha fatto da Cicerona scarrozzandomi lungo tutta la riviera romagnola da un concerto a un altro. Arrivo nel pomeriggio dopo qualche ora di treno (tra l’altro saluto e ringrazio il capo di Veronablog Domiziano che non solo mi ha tenuto compagnia nella tratta Verona-Bologna, ma mi ha anche permesso di non perdere il treno che altrimenti avrei perso), da Casasusanna in bici fino in centro, scoprendo che Rimini è una città romana molto carina. Poi si mollano le bici e ci si sposta a Rimini Mare al Barge, locale sulla spiaggia, per l’aperitivo. Ecco, qui mi rendo conto del perchè la chiamano notte rosa. Magliette, capelli, sopracciglia, festoni, palloncini, tavoli, tovaglie, vetrine, persino i lampioni! Tutti rigorosamente ROSA. Era impressionante, di un trash che nemmeno il miglior Alebino. Per non parlare della piada rosa, ovvero la piada con colorante che sembrava venisse da un altro pianeta e che no, non ti veniva voglia di mangiarla.

Dopo l’aperitivo, ci si sposta ancora, località Misano Adriatico, dove mi gusto il concerto degli Elii, ottimo come sempre. Unico neo, le amiche della Susanna vogliono andare via subito e allora non riesco a fare backstage. Avrei saputo solo dopo che avrei potuto conoscere il dottor Rossi. Si, il motociclista che dall’accento mi pare sia della zona. Ancora adesso nutro istinti omicidi nei confronti di quelle ragazze.

Per l’ennesima volta si prende la minicooper e si va a Riccione, da Vinicio Capossela, che francamente non mi piace e me ne farò una ragione prima o poi. Vedo gente con più alcol nelle vene che sangue, rido un po’ e poi ci spostiamo per l’ultimo appuntamento della Notte Rosa, forse il più suggestivo.
Cinque di mattina, sulla spiaggia, brezza fresca, brioche alla crema in mano, su una sdraio, ascoltando Ludovico Einaudi che con il suo pianoforte saluta il sole che spunta. Davvero fantastico.

Ritorno a casa nel mezzogiorno, dove dormirò fino al giorno seguente perchè sono fondamentalmente vecchia dentro.


Title-Left Il mondo è più bello quando si è amici di Gesù Cristo Title-Right

Scritto da: phlo


No, niente, è che per la serie “su Myspace si può trovare chiunque”, da oggi Gesù mi ha addato tra i suoi contatti. Sì, la cosa è di un kitsch imbarazzante. Come avrete già capito, la cosa mi piace da morire.

 

Sempre a proposito di kitsch, ma stavolta per la serie “Al peggio non c’è mai fine, ma proprio mai mai mai”, il viaggio di ritorno da casa dei miei zii (che abitano in provincia di Treviso, dove ho passato due giorni) fino al mio appartamento è stato all’insegna di un artista italiano, ovvero Jovanotti. Ma nemmeno l’ultimo album Safari, né Il quinto mondo, o L’albero… JOVANOTTI FOR PRESIDENT. Ovvero il suo primo album, ai tempi in cui era un idiota e al suo fianco Dj Francesco sarebbe sembrato un letterato. Canzoni del calibro di “Sei come la mia moto” e tante altre che non ricordo mi hanno sconvolto l’esistenza.

Il problema è che siccome io vado pazza per le cose di cattivo gusto, mi vedo costretta a reperire a tutti i costi quest’album. E impararne a memoria i testi dei brani. E metterci la copertina, che di sicuro sarà ipertrash, sul mio altarino del Kitsch. Un giorno, quando il mondo sarà pronto (e casa mia avrà finito di essere addobbata in modo da non sembrare più un appartamento in mezzo alla banlieue parigina) vi mostrerò una foto di tutto quel ben di Dio. O di Gesù, tanto per ritornare al titolo del post.


Title-Left Myspace maledetto… Title-Right

Scritto da: phlo


cosa faccio? Mi iscrivo o no? Appena sei nato ho detto che eri una tamarrata e non avrei mai ceduto alle tue lusinghe. Sei complicato, non hai una grafica incapace-friendly, sei solo una cagata modaiola senza senso…

Che faccio? Dilemma, dubbio, muoro…

Myspace maledetto, mi iscrivo, ma SOLO per vedere com’è. Non credere che non pensi che sei un tamarro, eh.

E lo faccio solo perché il Civas me ne ha parlato bene.

E perché sono in carenza d’affetto.

E, che diamine, la devo smettere di giustificarmi!

Ah, me misera, me tapina. Cederò, lo sento. Anzi, sono già iscritta, mannaggia.

Addio laurea.

ps: sì, sto diventando stupida e sto regredendo. Doveva capitare prima o poi. Ottant’anni o adesso, che differenza fa?

pps: ah, sì, eccolo: http://www.myspace.com/phlohatesmyspace


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