Non ho altre parole per definire la seconda puntata di Decameron, di quel geniaccio di Luttazzi. Sono sicura che se Salvador Dalì, il mio adorato, fosse ancora in vita, l’avrebbe sicuramente apprezzata. Il trionfo del nonsense in alcune scene, comicità al vetriolo in altre, senza però fare orribili discorsi faziosi che ai miei occhi lo farebbero diventare un semplice pseudo-politicante-non-artista.

Mi piace Daniele, mi piace che se la tiracchi in varie occasioni (giustamente, peraltro), mi piace questo buttare fango a destra e a sinistra, mi piace che parli male della Telecom Italia quando il suo stesso programma è prodotto dalla Telecom Italia Media, mi piace il modo in cui ride, mi piace moltissimo il video di Money for Dope, che so essere l’opera prima di un regista giovane e semi-sconosciuto su cui dovrò informarmi di più. :))

Che poi non riesca a vedere il programma con i miei perché se ci sono un paio di tette o si parla di pompini in casa mia emerge il puritanesimo più assoluto (quello d’annata eh, per le grandi occasioni) è un’altra faccenda.

Ma va bene così.