Title-Left Indigestione di Almodòvar Title-Right

Scritto da: phlo


Per una volta tanto fare delle relazioni in spagnolo per la lezione di lettorato serve a qualcosa. Abbiamo guardato a lezione l’ultimo capolavoro di Almodòvar, Volver, poiché si parlava della Movida Madrileña e di quest’ultimo come uno dei maggiori rappresentanti di quel periodo. Volver l’avevo già visto due volte in italiano e due in spagnolo, ma è sempre bellissimo, un film sublime. Tra l’altro l’unico film dove Penèlope Cruz mi piace, è una stupenda Anna Magnani moderna e spagnolizzata, un’interpretazione secondo me fantastica.

Questo mi ha fatto venire in mente che ho sempre voluto vedere molti film di questo regista e non ne ho mai, per un motivo o per l’altro, avuto l’occasione. Stavolta però non ho esitato e ho guardato Todo Sobre mi Madre, La mala educaciòn, Parla con me (che poi avevo già visto ma ne vale sempre la pena). Insomma, credo di aver trovato il mio cineasta preferito. Adoro i suoi film. Ogni volta che ne finisce uno rimango fissa allo schermo sperando che continui. E ho il grande sogno di diventare un giorno una chica-almodòvar (si chiamano così le sue attrici favorite, in Spagna il ruolo è di prestigio, come una sorta di Bond-girl, per intenderci). Non so come, in realtà, dato che non ho in programma di fare provini per il cinema, ma magari passerà nei pressi di casa mia, mi vedrà, e si renderà conto che sono perfetta per la parte dell’autistica in coma che non si muove e non parla durante tutto il film.

Il mio film preferito resta comunque Les rivières pourpres. Non so nemmeno bene perchè. Ma amo quel film. Più lo guardo meno capisco la trama. I paesaggi di Chamonix mi turbano. In realtà anche Vincent Cassel mi turba. E di molto, anche. Ma sarebbe limitante vederla come unica spiegazione possibile, non credete?


Title-Left Assurda, semplicemente assurda. Title-Right

Scritto da: phlo


Non ho altre parole per definire la seconda puntata di Decameron, di quel geniaccio di Luttazzi. Sono sicura che se Salvador Dalì, il mio adorato, fosse ancora in vita, l’avrebbe sicuramente apprezzata. Il trionfo del nonsense in alcune scene, comicità al vetriolo in altre, senza però fare orribili discorsi faziosi che ai miei occhi lo farebbero diventare un semplice pseudo-politicante-non-artista.

Mi piace Daniele, mi piace che se la tiracchi in varie occasioni (giustamente, peraltro), mi piace questo buttare fango a destra e a sinistra, mi piace che parli male della Telecom Italia quando il suo stesso programma è prodotto dalla Telecom Italia Media, mi piace il modo in cui ride, mi piace moltissimo il video di Money for Dope, che so essere l’opera prima di un regista giovane e semi-sconosciuto su cui dovrò informarmi di più. :))

Che poi non riesca a vedere il programma con i miei perché se ci sono un paio di tette o si parla di pompini in casa mia emerge il puritanesimo più assoluto (quello d’annata eh, per le grandi occasioni) è un’altra faccenda.

Ma va bene così.


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